Primo Punto:
La proposta di accordo quadro nella triplice sindacale sulla Contrattazione e le rappresentanze , non modifica nella sostanza la logica di taglio dai diritti sindacali nei confronti dei sindacati di base che vogliono continuare ad agire con logiche di classe , già affermata nel protocollo del 2014.
Su questo punto decisivo noi vogliamo affermare, al contrario, un quadro normativo generale che garantisca la rinascita di un tessuto di consigli di azienda e di fabbrica ,fondato su rappresentanze aziendali direttamente e liberamente elette dai lavoratori senza limitazioni di partecipazione alle associazioni sindacali , per ricostruire una autonoma soggettività unitaria di classe in grado di esprimere forti livelli conflittualita’ , tali da restituire ai lavoratori forza contrattuale e forza sociale, e riaprire il tessuto democratico del paese .
Questa proposta di accordo quadro firmato dalla triplice, finalizzato ad una intesa finale con governo e padronato, ha invece chiaramente lo scopo di costruire un sistema di governo del conflitto che toglie centralità ai lavoratori assegnandola alle burocrazie sindacali, favorite ,irrobustite e garantite da tutto il sistema degli enti bilaterali , e dalla estensione remunerata dei compiti dei CaF e dei patronati a nuove funzioni di supporto della struttura amministrativa dello Stato.
Questa ipotesi di accordo quadro, che poi è destinata ad essere trasformata in un protocolli di intesa con la parte datoriale , ha lo scopo, per noi non accettabile, di comprimere all’ interno del quadro contrattuale nazionale tutta la potenziale soggettività sociale e conflittuale del mondo del lavoro, evitando che possa esprimersi al di fuori e/ o contro l’ azione di governo sociale e di stabilizzazione svolta dal sindacato ufficiale.
Secondo Punto:
Questa proposta di accordo appare finalizzata a eludere tutta l’ipotesi del salario minimo garantito per legge e a sostituirlo con i Trattamenti minimi economici ( TEM ) definiti per macro categorie dai CCNL .
Siamo in presenza di un nuovo sbarramento realizzato dalla triplice alla ipotesi di una legge , simile a quelle di tutto il resto dei paesi avanzati, che determina il salario minimo generale garantito per tutti.
Si tratta di una nuova gigantesca agevolazione all ‘ universo della economia sommersa, in cui e’ spesso centrale il capitale riciclato di provenienza dubbia, che ovviamente agisce fuori da ogni contrattazione collettiva .
Siamo di fronte ad Un accordo tra CGIL e CISL che certifica e da forma sindacale ad un consenso sotto banco del PD alla impostazione formalizzata dal governo Meloni sul cosiddetto salario ‘giusto’ che estendendo la contrattazione nazionale principale a tutta la marginalissima contrattazione residuale (cosiddetta area dei contratti Pirati), viene proposta come sostitutiva di un intervento normativo che fissa il salario minimo garantito, per tutte le situazioni lavorative dipendenti rinvenibili nell’ intero sistema produttivo e sociale.