di Franco BARTOLOMEI – Trasformare una vittoria iniziale degli Operai del gruppo ex ILVA in un vero e proprio percorso di inversione del modello produttivo liberista per ricostruire in modo completo il nostro tessuto produttivo. Si profila una prima vittoria della durissima mobilitazione operaia dei lavoratori di Genova e di Taranto delle acciaierie ex ILVA . Questa espressione di forza sociale del mondo del lavoro deve ora trovare una continuità di azione per riuscire a trasformare gli accordi raggiunti , in una vera e propria stabile e concreta, ricostruzione produttiva delle acciaierie di Genova, Taranto e Novi Ligure.
I problemi della riconversione ambientale dei due stabilimenti siderurgici per mantenere il ciclo completo di lavorazione restano ancora sul tappeto, ma la lavorazione dei laminati grezzi in base ai primi accordi raggiunti dopo l’occupazione operaia della prefettura di Genova riprenderà da subito. E’ chiaro che una laminazione per conto terzi su materiale grezzo prodotto altrove implica problemi enormi di economicità produttiva , per cui il ripristino della produzione diretta negli stabilimenti rimane centrale, anche in ragione della rilevanza strategica incontestabile della completa filiera siderurgica per tutto il sistema produttivo del paese.
E’ evidente a tutti che in ogni caso il ripristino del ciclo completo in modo realmente sostenibile per l ‘ ambiente , anche nella ipotesi che la Cessazione autorizzi la ripresa di attivita’ di una parte di aree a caldo , fermando gli spegnimenti , necessità di investimenti la cui sostenibilità , finanziaria iniziale e successivamente di tenuta produttiva e commerciale , può essere garantita solamente dal sostegno pubblico.
Questo significa che una battaglia radicale per la nazionalizzazione della intera struttura produttiva della ex ILVA deve diventare il vero obiettivo della mobilitazione dei lavoratori e di tutte le forze sindacali.
I fatti della occupazione della prefettura di Genova , e i blocchi stradali di Taranto, costituiscono la prova che una forte e unitaria mobilitazione operaia rappresenta il fattore determinante di una vertenza strategica che ha nella sostanza l ‘ obiettivo di salvare i livelli occupazionali , ed una stessa struttura produttiva , andando ad invertire il modello liberista e privatista dominante , facendo saltare tutti i vincoli inibitori posti dal sistema Maastricht .
Per queste ragioni la grande vertenza siderurgica in atto nel nostro paese deve , e può, diventare un fronte di lotta e di iniziativa centrale per tutto il movimento dei Lavoratori, e per la stessa salvaguardia del nostro tessuto produttivo nazionale. Questo potrà accadere se i lavoratori dell’ex ILVA riescono a mantenere la loro capacità ‘ di mobilitazione strutturando forme consiliari di auto rappresentanza unitarie e dirette , in grado di tenere sotto controllo tutti i complessi processi attuativi degli accordi che si andranno a sottoscrivere nell’ immediato sotto la pressione della emergenza sociale.
Ricostruire i consigli di fabbrica con elezioni dirette unitarie e senza preclusioni infatti costituisce sempre, come dimostra l’esperienza concreta delle vertenze vincenti, l’unico modo per ricostruire l’unità reale dei lavoratori, e restituirgli una autentica capacità di mobilitazione e di lotta.
Noi di Risorgimento Socialista siamo sempre convinti che solo la nazionalizzazione dell’ex ILVA può risolvere il problema della ricostruzione di una nostra filiera siderurgica all’altezza delle esigenze strategiche del nostro sistema produttivo ed infrastrutturale.
