Per costruire una Europa Mediterranea di Pace, Diritti del Lavoro e Cooperazione tra i Popoli
Celebriamo a Festa della Liberazione in un momento in cui la nostra storia e’ giunta ad un crinale fondamentale dello sviluppo della Umanità.
Siamo nuovamente di fronte alla storica alternativa tra il Socialismo, come l’Approdo equilibrato e democratico dello sviluppo dei rapporti sociali ed economici, e la Barbarie della guerra e della autocrazia tecnocratica, come il Gorgo distruttivo della Civilta’ umana.
Il compito delle forze del LAVORO della DEMOCRAZIA e del SOCIALISMO torna, come nel’45, ad essere decisivo, nella attuale fase storica in cui il capitalismo, nel suo nuovo assetto strutturale dominante della accumulazione e della speculazione finanziaria ,e del governo tecnocratico e autoritario delle relazioni sociali, per alimentare se stesso conduce l’umanità al disastro della guerra ed distruzione dei valori umani posti a fondamento della nostra Costituzione Repubblicana.
Gli Usa ed Israele hanno scatenato una aggressione militare violentissima contro l’Iran ed il Libano e continuano a massacrare il Popolo Palestinese in un genocidio senza fine, integrando con la presidenza Trump il progetto sionista della grande Israele all’interno dell’obiettivo strategico di riaffermare un dominio imperialista in tutta l’ Asia occidentale e di andare a colpire la grande rete di collaborazione economica e dialogo pacifico costruita nel mondo dalla Cina Popolare.
Gli USA, nello stesso tempo, dopo aver aggredito con un potenziale d’attacco infernale il Venezuela Bolivariano, stanno strangolando Cuba Socialista, per poi mettere alle strette i tre grandi paesi, Messico, Brasile e Colombia, che reggono sulle loro spalle il processo Indipendentista e Democratico di tutto il continente Latino Americano.
L’Europa, pur cominciando a mostrare segni importanti di autonomia, grazie soprattutto alla Spagna e all’ Irlanda, ed ora anche alla Francia sulla guerra all’ Iran , rifiuta ancora di lavorare seriamente per un accordo di pace con la Russia per chiudere in modo equilibrato e ragionevole la guerra d’Ucraina, ed avviare la costruzione di un rapporto di collaborazione euroasiatico con Russia e Cina, unica garanzia di un processo di sviluppo economico reale che costituisca il fondamento di una prospettiva credibile di Pace globale.
Tutto questo costituisce la risposta politica e militare delle classi dirigenti del sistema imperiale Americano, del suo sistema Finanziario e Monetario e del Capitale Multinazionale ad esso strutturalmente connesso, alla crisi strutturale del modello economico liberista occidentale ed alla sua impossibilità di mantenere livelli di sviluppo e di costruzione della ricchezza in grado di governare in modo democratico le contraddizioni del suo modello sociale, e di reggere il confronto globale con le economie reali emergenti dei nuovi grandi produttori globali, riunite nella rete dei grandi paesi BRICS, e dei popoli del sud del mondo che si riappropriano delle proprie grandi risorse di base per alimentare il loro sviluppo.
Si va determinando a livello globale uno scontro generalizzato tra le esigenze dei popoli e le necessità di un sistema di dominio capitalistico e imperialistico, che non è più in grado di sostenere la propria egemonia politica, strategica, monetaria e commerciale e di mantenere la centralità economica del capitale finanziario nei processi di costruzione e distribuzione della ricchezza sociale e punta ad uno scontro globale con le nuove realtà che lo contrastano per tentare di risolvere la propria crisi strutturale.
Dobbiamo contrastare come Socialisti questo assalto imperialistico autoritario e violento, costruendo un fronte di lotta unitario di tutte le forze Socialiste Europee che vogliono contrastare la subalternità della UE all’ imperialismo americano e difendere il Popolo Palestinese dal genocidio compiuto dal governo Israeliano in attuazione del disegno sionista della grande Israele, e contestare le politiche di riarmo europeo lavorando per una soluzione negoziale equilibrata della guerra tra Ucraina e Russia, per affermare una prospettiva di pacifiche relazioni internazionali fondata sulla difesa del diritto internazionale codificato nella dichiarazione dei principi dell’ ONU .
In particolare è assolutamente necessario ricostruire un ruolo europeo autonomo di mediazione internazionale e pacificazione delle relazioni con il Sud del mondo e con le grandi realtà Euroasiatiche, tenendo l’Europa fuori da ogni avventura imperialistica rifiutando uno schema atlantista nelle controversie internazionali.
La grande rivolta generalizzata dei popoli europei contro il genocidio del popolo palestinese costituisce la base di partenza su cui fondare un rinnovato ruolo di Pace dei grandi paesi democratici fondatori della Comunità Europea e gli eventi seguenti all’aggressione all’Iran dimostrano le nuove possibilità che si vanno aprendo in Europa.
La Francia, spinta soprattutto dalla fortissima posizione antisionista e antimperialista della Spagna del governo Socialista di Sanchez contro la guerra all’ Iran, e dalla forte iniziativa politica interna del fronte popolare delle forze Socialiste e del sindacalismo di classe schierato con il fronte sociale costruito da France Insoumise, di fronte ad una possibile risoluzione presentata al Consiglio di Sicurezza ha espresso la propria contrarietà con Cina e Russia ad una autorizzazione alla utilizzazione della forza militari per aprire lo stretto di Hormuz, sostenendo un percorso di accordo con l’ Iran per concordare le modalità di transito.
Questa esplicita contrarietà ‘alle preferenze USA, espressa dalla Francia, insieme alla grande svolta politica internazionale in senso antisionista e antiamericano della Spagna ed alla durissima sconfitta subita dal governo filo-trumpiano del centrodestra italiano, costituiscono fatti politici assolutamente rilevanti che possono aprire uno scenario nuovo in Europa, rendendo realistica la prospettiva che Risorgimento Socialista ha indicato da tempo della costruzione di un area politico economica euromediterranea fondata su un comune progetto delle forze socialiste, lavoriste e democratiche di Francia, Spagna e Italia.
Un Area di collaborazione, alleanza e integrazione di interessi strategici, che metta al centro del tavolo politico europeo , la questione del superamento delle rigidità del sistema Euro Maastricht, la costruzione di una rete di relazioni euroasiatiche con la Cina e di dialogo e cooperazione con i popoli del Sud del Mondo, la ricerca di una Soluzione equilibrata e pacifica della guerra in Ucraina, la difesa dei diritti del popolo palestinese e la condanna totale del Sionismo e del governo genocida di Nethaniau e l’ abbandono di ogni forma di collaborazione con le politiche imperiali e belliciste americane ricostruendo la centralità dell’ Onu nelle relazioni internazionali.
E’ evidente che anche in Italia, dove abbiamo una situazione politica ben più arretrata, dobbiamo costruire un Fronte ampio delle forze Socialiste , Lavoriste , Pacifiste e Costituzionali, in grado di lavorare concretamente a questa prospettiva, a partire da una trasformazione dalle rappresentanze politiche esistenti a sinistra, fondata sulla ricostruzione di una reale forz conflittuale e contrattuale complessiva del movimento dei lavoratori.
In Italia la grande vittoria popolare del NO al Referendum ha respinto il progetto di ristrutturazione autoritaria del nostro Stato Ordinamento, assumendo un significato politico generale di rifiuto della distruzione della nostra Costituzione e di rifiuto dell’asservimento del paese alle politiche di guerra e di riarmo.
Con questo voto il nostro Popolo, guidato dalla sua profonda ed antica coscienza solidaristica e antifascista, ha rifiutato il disegno messo in atto dal governo dei postfascisti, di costruire uno stato gestito dall’ esecutivo fuori da ogni vincolo costituzionale, pronto per la guerra imperialistica e sionista e pronto a tutto pur di reprimere il dissenso sociale e tutte le forme di conflittualità di classe e di autonomia del movimento dei lavoratori .
Il nostro popolo, da solo ha resistito e ha vinto una battaglia decisiva , pur in assenza di un forte e maturo schieramento politico alternativo, in grado di unire i lavoratori e i democratici in un grande fronte popolare antiliberista in grado di costruire le condizioni per realizzare un governo che attui rigorosamente il dettato Costituzionale.
Oggi siamo quindi nelle condizioni di ripartire da questa grande vittoria popolare per ricostruire dalle fondamenta, in modo nuovo ed unitario, questo grande Fronte Popolare e Costituzionale del Lavoro e della Pace, per restituire rappresentanza reale a tutte le classi popolari, e costruire le condizioni politiche per una grande svolta democratica e lavorista che porti tutto il nostro sistema paese fuori dal modello sociale liberista, e fuori da ogni logica di guerra imperiale dell’ Occidente atlantista e che vada ad affiancare, come spesso accaduto nella storia del Movimento dei Lavoratori, in un disegno SOCIALISTA e DEMOCRATICO comune i due grandi schieramenti Socialisti e Popolari costruiti in Spagna e in Francia , attorno al governo del PSOE del compagno Sanchez e attorno alla grande forza politica e sociale di FRANCE INSOUMISE e del Nuovo Fronte Popolare ed alla candidatura a presidente del compagno Melenchon.
Noi di Risorgimento Socialista lavoriamo per questo progetto di rinascita del Socialismo come forza reale di pace, internazionalista e antiliberista, che vuole trasformare la realtà sociale ed economica.