Dichiarazione dell’Esecutivo di Risorgimento Socialista
Gli USA ed Israele hanno iniziato il loro attacco all’IRAN per distruggere la Repubblica Islamica e l’integrità nazionale del paese.
L’asse strategico tra la struttura imperialista USA ed il progetto sionista del governo israeliano, portato dalla presidenza Trump e dal Deep State americano al livello di una vera e propria integrazione strutturale sistemica, punta a realizzare il suo obiettivo primario, immediato, di distruggere l’ultimo grande paese islamico in grado di resistere attivamente all’imperialismo e di difendere il popolo palestinese.
Il sistema mediatico occidentale sta iniziando immediatamente a coprirlo ed a giustificarlo.
Il sistema dei paesi BRICS mostra purtroppo di essersi diviso profondamente di fronte a questo attacco, con la sola Cina Popolare nel mondo asiatico che mostra seri segnali di resistenza e collaborazione sostanziale con lo stato iraniano aggredito.
L’Europa sembra fuori dalla organizzazione e dalla logica di questo attacco, e mostra in parecchie aree segnali di contrarietà, la cui portata e la cui tenuta deve essere valutata e verificata.
Risorgimento Socialista si schiera senza esitazioni a difesa dello Stato iraniano, contro la nuova aggressione imperialistica compiuta dagli USA e dallo Stato israeliano.
Gli americani e gli israeliani come primi atti di guerra hanno ammazzato Khamenei, oltre a quasi 140 giovanissime iraniane di un grande istituto scolastico centrato da un missile.
Naturalmente la strage “collaterale” è un fatto che poco importa al sistema mediatico del sistema atlantico, che ignora per scelta consapevole i crimini di guerra delle cosiddette democrazie occidentali.
Hanno ucciso Khamenei, rendendolo un Martire della Patria, pensando di spaccare il paese ed i suoi gruppi dirigenti, presi dalla brama di mostrare un potere imperiale di vita e di morte sul mondo intero.
Si ritroveranno invece di fronte un sistema ancora più compatto e determinato, che finirà per unire nella difesa della patria tutte le sue articolazioni interne, mettendo da parte le loro diversità di vedute sullo sviluppo del paese.
Vedrete!
Credono che uccidere Khamenei possa portare l’Iran ad una guerra civile che distruggerebbe ogni pericolo per l’imperialismo ed il sionismo.
Si troveranno di fronte, invece, una resistenza popolare unita contro lo straniero aggressore, e forse una mobilitazione globale di tutto l’Islam, non solo sciita, con la sola ovvia eccezione delle classi dirigenti dei sunniti wahabiti, da gran tempo stabilmente inserite nel circuito globale del sistema finanziario internazionale, e strategicamente alleate degli USA e di Israele.