
La vera cosa che deve essere rimproverata al nostro Presidente, e che da subito noi del Risorgimento Socialista gli abbiamo rinfacciato, è stata la sua decisiva complicità nell’affossamento del governo Conte II, chiaramente inviso al sistema atlantico per la forte autonomia espressa nella politica internazionale, a cominciare dalla via della seta dela Cina Popolare e dal suo mancato sostegno alla mobilitazione euroatlantista contro Maduro in favore del golpe di Guaidò.
L’attacco a Conte è avvenuto, in accordo con tutto il sistema politico, Lega compresa, in parallelo con i preparativi della due grandi esercitazioni Nato in Ucraina del 2022, costruite con uno scenario tattico di contrasto alla difesa russa delle popolazioni filorusse del Dombass, che hanno poi condotto la Federazione Russa ad anticipare in una logica difensiva uno scontro che sarebbe poi divenuto inevitabile di fronte al rifiuto di mantenere la neutralità dell’Ucraina.
La previsione certa degli esiti di quella forzatura erano esattamente calcolati dai centri direzionali americani e Nato, e tutti gli eventi del siluramento di Conte trovano collocazione certa in questa scelta di indirizzo, essendo evidente che i nostri stessi centri direzionali erano all’interno dello stesso percorso decisionale, ed il Presidente della Repubblica è sempre destinatario di informative prospettiche da parte dei sistemi di sicurezza essendo il presidente del Consiglio Supremo della Difesa del paese.
Era evidente che il governo Conte per la sua impostazione generale, e per la sua vicinanza sostanziale alla visione multipolare e pacifista della chiesa Bergogliana, sarebbe divenuto un serio ostacolo alla scelta USA e Nato di fare precipitare la situazione in una guerra con la Russia.
Il Comportamento politico del Presidente trovava lì la reale spiegazione e il nuovo governo Draghi andava a rappresentare l’esecutore primo del piano di scontro con la Russia di tutto il sistema Atlantico.
Questa è la vera grande responsabilità politica del Presidente Mattarella che noi condanniamo, perché ha pesato su scelte di scenario gravissime che dopo aver portato il paese in una situazione economica gravissima, stanno affondando ancora di più l’Europa in una condizione di crisi di ruolo e di identità pericolosissima.
Il Presidente della Repubblica impedendo a quel governo Conte di cercare una maggioranza parlamentare ha causato in modo consapevole, avendo piena cognizione dell’ avversione americana per le scelte compiute dai due governi presieduti da Conte, la abdicazione da parte del nostro paese allo svolgimento di un reale ruolo di mediazione internazionale equilibrato e vincente che avrebbe con ogni probabilità evitato la guerra, alla luce del tradizionale rapporto di dialogo e di collaborazione consolidato da sempre con la Federazione Russa.
Le polemiche verbali di oggi, con la guerra che sta finendo, e purtroppo non per merito dell’Italia e dell’Europa, sono solo un aspetto assolutamente relativo e secondario e servono ad altro, tanto che si accendono quasi dieci giorni dopo il fatto scatenante.
Però c’è un altro aspetto, sia pure secondario (nel senso che si è reso visibile solo in un secondo momento), che dovrebbe essere sottolineato. In premio delle tesi alquanto discutibili pronunciate da Mattarella, che parla del 1938 dimenticandosi chi deteneva il potere in Italia in quegli anni e che ha come Presidente del Consiglio la nipotina di Mussolini, capo di un partito con tanto di fiamma tricolore che emana dalla sua bara, tutti gli pseudo-partiti rappresentati in parlamento di sono precipitati ad esprimere consenso e solidarietà. Sulle cose fondamentali marciano tutti insieme. Abbiamo di fatto un partito unico al comando, non bastano certo le sceneggiate televisive e i teatrini a dissimulare tale degenerazione del sistema democratico. Tutti i concittadini che non vanno più a votare hanno tutta la mia comprensione.