Il Ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha definito inaccettabile la posizione presa dalla Santa Sede nel momento in cui si dichiara preoccupata per la sorte dei civili palestinesi residenti nella Striscia di Gaza. Le immagini e le notizie delle ultime ore confermano le preoccupazioni della Chiesa a seguito della inaudita violenza espressa dai bombardamenti indiscriminati che colpiscono ospedali, luoghi di culto, scuole, centri abitati, ambulanze, masse di sfollati evacuati dalle proprie abitazioni e costretti a emigrare verso sud. La popolazione civile inoltre risulta sfiancata dalla carenza di acqua, luce e gas in una vera e propria persecuzione umanitaria ispirata esclusivamente alla distruzione scientifica di un popolo.

Inaudita appare dunque la critica di Israele ai richiami del Vaticano, una vera a propria intimidazione nei confronti di un pontificato in prima linea nel cercare soluzioni diplomatiche a cominciare dal conflitto russo/ucraino e non assoggettato ai richiami bellici ormai consueti in Occidente. La vicenda preoccupa perché è proprio Israele che non ammette interpretazioni storiche difformi dalla propria visione dei fatti tanto da non lasciare spazi per risoluzioni alternative a quelle congegnate dall’assetto di guerra. Occorre ricordare che Israele è uno stato fuorilegge per le Nazioni Unite e per il diritto internazionale in quanto non ha mai rispettato le numerose risoluzioni sulla sua occupazione dei territori a guida palestinese.

Risorgimento socialista interpreta l’azione diplomatica di Papa Francesco essenziale per ricostruire un tessuto di rapporti internazionali plurali e pacifici, ispirati a principi di solidarietà, di reciproco rispetto per i modelli di sviluppo di ogni paese e di autodeterminazione dei popoli oppressi dal colonialismo e dall’imperialismo occidentale.