Liberazione Nazionale e Sovranità Costituzionale

di Franco Bartolomei
Risorgimento Socialista: il partito dei socialisti di sinistra

Dopo la crisi, un diverso modello di sviluppo

Noi del Risorgimento Socialista siamo Socialisti convinti che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia ormai assunto i caratteri di una vera e propria crisi di sistema, in grado di minare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzie sociali finora conosciuti, e di minacciare la stessa tenuta democratica delle società occidentali. L’esaurimento definitivo delle idee-forza liberiste attorno a cui l’Occidente ha consolidato gli equilibri di potere che hanno guidato i processi responsabili della crisi, costringe inevitabilmente tutta la parte ancora sana della Sinistra d’Europa a rivedere radicalmente la propria impostazione culturale e programmatica, non più adeguata alla profondità della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo finanziario a livello globale.
La crisi di sistema che ha coinvolto il capitalismo globale ed ha innescato i processi recessivi delle economie sviluppate che tendono oggi a consolidarsi in una stagnazione tendenziale di lunghissimo periodo, costringono tutte le forze autenticamente Socialiste a recuperare una piena autonomia critica rispetto ai processi di finanziarizzazione delle economie e di globalizzazione dei mercati, che hanno compromesso il tessuto democratico e distrutto l’equilibrio sociale delle nazioni europee, e devono portarle a riappropriarsi di una concezione radicale del riformismo socialista, nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, che possa consentire di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.

 I socialisti per difendere la sovranità costituzionale dai diktat BCE

MAASTRICHT CONTRO L’EUROPA SOCIALE

Risorgimento Socialista si è costituito nel 2015 per lavorare ad una ristrutturazione di tutta la Sinistra Italiana quale parte attiva di una radicale rifondazione di tutto il Socialismo Europeo, ormai distrutto dalla sua illusione tragica, e fallimentare di poter gestire in positivo lo sviluppo neoliberista delle economie sviluppate, assecondandone l’affermazione attraverso le proprie esperienze concrete di governo , e soprattutto attraverso l’adozione acritica dello stesso trattato di Maastricht , che ha costituito attraverso il nuovo assetto della Unione Europea,da esso determinato al posto della vecchia CEE, il nuovo inarrestabile asse strutturale attorno a cui e’ avvenuta la omologazione assoluta delle societa’ continentali al modello liberista nei rapporti produttivi, ed ai parametri culturali e di consumo della societa’ di mercato di tipo americano, la finanziarizzazione dei processi di costruzione della ricchezza e la conseguente trasformazione della natura del credito e del ruolo del sistema bancario, e la traslazione completa alle elites tecnocratiche e monetarie sovranazionali dei centri decisionali principali degli indirizzi dello sviluppo sociale collettivo .

Il trattato di Maastricht non e’ riformabile secondo gli obiettivi democratici e sociali che costituiscono la ragione del nostro essere politico, e pertanto la lotta contro di esso diviene il punto centrale di ogni autentico progetto di trasformazione democratica delle societa’ europee e di ricostruzione di un tessuto di relazioni sociali in cui il lavoro riassuma centralita’ sociale, economica, e decisionale.
I due Trattati di Maastricht e Lisbona sono sicuramente modificabili solo all’interno dei loro stessi fondamenti strutturali, costituiti dalla prederminazione del modello neoliberista come unico modello di riferimento della configurazione strutturale dell’Unione , e dalla distruzione reale della sovranita’ costituzionale degli stati partecipi, ottenuta con l’azzeramento delle politiche economiche di ciascuno conseguente all’azzeramento delle loro autonome potesta’ monetarie, indispensabile ad evitare il risorgere di possibili alternative di modello a livello degli stati nazionali. all’interno dello spazio finanziario e monetario, posto nelle mani della BCE e governato da una elite‘ tecnocratica, come vincolo che cementa la nuova Unione.
Il Sistema Maastricht e’ strutturato per evitare in radice che si determinino assetti economici e sociali in grado di minare le ragioni strategiche dell’Unione, costruita in questo modo come elemento centrale e garante del nuovo assetto finanziario globale ed integrato che avrebbe caratterizzato il futuro indirizzo dello sviluppo del sistema economico delle economie capitalistiche sviluppate, dopo la fine della divisione del mercato mondiale nel 1990.
Questa specifica strutturalita’ finanziaria e neo-liberista della UE di Maastricht la rende una costruzione incompatibile con qualsiasi scelta di modello alternativa, e la mette in conflitto con tutte le strutture e gli istituti sociali ed economici che hanno costituito dal dopoguerra il modello sociale moderno degli stati costituzionali europei, condizionato dalla centralita’ assunta dal movimento dei lavoratori nella loro dialettica democratica : le partecipazioni pubbliche negli apparati produttivi e nel sistema creditizio, la proprieta’ pubblica delle infrastrutture di base, la autonomia contrattuale delle parti sociali, le norme a tutela del mercato del lavoro, e le politiche pubbliche anticicliche fondate sulla disponibilita’ di spesa dei governi.
L'errore del socialista Mitterand: approvare Maastricht

Mitterand vota al referendum su Maastricht

SUPERARE L’UNIONE EUROPEA PER COSTRUIRE UNA NUOVA EUROPA

La costruzione realizzata da Maastricht, un sistema istituzionale totalmente chiuso nella sua impostazione originaria di modello, ci induce alla convinzione che solo una preliminare totale ripresa di forza Costituzionale degli Stati della UE, compresa anche la possibile eventualita’di una nostra uscita unilaterale dalla moneta unica, rappresenti la condizione che puo’ rendere possibile una ricostruzione democratica di una nuova comunita’ politica continentale tra di essi sulla base di una ridefinizione di un accordo ampio e contrattuale, fondato sul criterio chiave per cui ogni cessione di poteri, funzioni e quote di sovranità ad una struttura politica puo’ avvenire solo nel pieno rispetto, garanzia e tutela degli standard sociali ed economici liberamente determinati in base alle rispettive Costituzioni materiali degli stati partecipanti.
La Sovranita’ Costituzionale degli Stati rappresenta quindi per noi il mezzo necessario per innescare un processo di collaborazione ed integrazione tra i popoli d’Europa di ben altra natura democratica e di ben altro livello di qualita’ sociale dell’attuale Unione, tecnocratica ed autoritaria, che impoverisce i popoli, li espropria di ogni potere decisionale, e assoggetta ogni scelta d’indirizzo generale agli interessi dell’equilibrio finanziario complessivo al cui servizio e’posto il suo ricattatorio sistema monetario .
Questa riarticolazione di una nuova Unione tra i paesi d’Europa dovra’ trovare la sua espressione strutturale complessiva attraverso un sistema finanziario del tutto diverso dall’attuale, molto piu’ articolato e collegato in modo flessibile al suo interno, fondato su monete nazionali sovrane, coordinate nei rispettivi rapporti di cambio da un sistema di bande di oscillazione predeterminate tra le rispettive autorieta’ monetarie nazionali, in grado di consentire politiche nazionali antirecessive e socialmente riequilibratrici, all’interno di un nuovo patto costituzionale comune contrattato liberamente tra paesi che hanno recuperato la dimensione piena della propria capacita’ di autonoma determinazione, superando l’assetto autocratico, forzato e verticistico che venne codificato a Maastricht e Lisbona .
Il socialismo è internazionalista: dopo la fine di Maastricht, una nuova Europa

L’EUROPA CHE VOGLIAMO:

SOCIALE, DEMOCRATICA, COSTITUZIONALE

Noi vogliamo un diverso assetto monetario tra i paesi d’Europa, in cui il debito degli stati possa essere gestito con la flessibilità tipica delle monete sovrane, espressioni naturali di sistemi economico-produttivi omogenei e di realta’ istituzionali ed amministrative definite a livello nazionale, governabili anche attraverso una politica dei cambi, e con la possibilita’ ,che un sistema di questo tipo consente, di recuperare un significativo livello di spesa pubblica per interventi anticiclici e antirecessivi.
Il nostro progetto politico di fondo è collegare tutte le piattaforme anti-Maastricht che pongono il recupero pieno della sovranita’ costituzionale come momento centrale di un programma politico anticrisi, e come premessa ineludibile per un mutamento radicale del modello di sviluppo, attorno ad un programma di governo definito, per costruire attraverso un lavoro di confronto e chiarimento un fronte politico alternativo al programma recessivo dei Fiscal Compact, al sistema liberista imposto e definito dalle Direttive della Commissione Europea elaborate dalle tecnocrazie dell’Unione, ed alla distruzione delle politiche sociali ed industriali dei paesi d’europa imposte dalla sottrazione della sovranita’ monetaria .
All’interno di questo fronte, netto, ed alternativo ai governi della II Repubblica, pensiamo di poter radicare il processo di ricostruzione della sinistra a cui vogliamo lavorare, in modo di sottrarlo ad ogni possibile subalternita’ alle logiche di stabilizzazione di sistema del centro-sinistra .
La piattaforma di “Attuare la Costituzione“, e la proposta del compagno Lafontaine , di uscita dall’euro verso un sistema monetario a monete nazionali sul modello del precedente SME, sono riferimenti importanti nella costruzione di questo nuovo orizzonte progettuale.
Allo stesso tempoè il momento che anche in Italia parta un percorso simile, nel metodo, a quello che ha portato alla costruzione di forze della stessa natura in altri paesi europei , come Syriza, la Linke, Podemos, il Parti de Gauche, grandi federazioni che sono nate dal concorso di diverse forze , movimenti e associazioni legate da una comune volonta’.
tornare allo SME per superare l'euro da sinistra