La gestione delle politiche sanitarie determinate dalla pandemia da parte del governo Draghi, e tutto il sistema sanzionatorio strutturato a tutela dell’obbligo di vaccinazione dei cittadini, denota una impostazione pressante , intollerante, ed illiberale , che considera il cittadino uno strumento di consenso sociale attivo per il potere, oppure un nemico che viola l’ordine sociale, in una logica tipica del mercato e della redditivita’ finanziaria in cui il risultato e’ il valore ,ed il costo sociale un accessorio relativo .

In particolare il governo abdicando alla diretta assunzione di responsabilita’ delle proprie scelte, scarica le difficolta’ oggettive della situazione sui cittadini che si avvalgono della scelta personale di non vaccinazione , favorendo una conflittualita’ civile strisciante tra i cittadini, mascherando la responsabilita’ primaria delle scelte di sistema di taglio della spesa publbica che ha reso il sistema sanitario pubblico non in grado di reggere in modo completo l’emergenze.

In particolare viene congegnato un sistema sanzionatorio, fissato a tutela di una pur legittima scelta normativa di prescrizione di obbligo vaccinale, in cui la fase escludente e limitativa della circolazione applicabile a chi sceglie la non vaccinazione , perfettamente ammissibile costituzionalmente in termini di salvaguardia collettiva, viene sostituita da norme dirette a forzare psicologicamente e socialmente il consenso dei cittadini renitenti verso la vaccinazione, attraverso limitazioni dannose e non sostenibili ,su alcuni aspetti che rientrano nell’esercizio di diritti fondamentali ed inviolabili secondo costituzione , come lavoro salute e vita.
In particolare l’introduzione del green pass per i lavoratori dipendenti senza possibilita’ di avere tamponi gratuiti per i controlli alternativi , o norme violente come l’impossibilita’ di ritirare la pensione senza vaccini o la perquisizione dei carrelli di spesa, o peggio la suggestione criminosa e medioevale fatta circolare colpevolmente da enti amministrativi per cui i non vaccinati non andrebbero curati, sono norme dirette solo a forzare delle scelte verso il vaccino che integrano una forma di costrizione morale assolutamente incostituzionale in quanto viene realizzata andando ad incidere su diritti di pari livello costituzionale , come vita, ( salute e alimentazione ) e lavoro .

 

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