Raniero Panzieri , e’ sempre stato per noi del RISORGIMENTO SOCIALISTA uno straordinario e generoso
dirigente politico del Partito Socialista Italiano degli anni ’50 , coerente esponente della Sinistra Socialista
scomparso prematuramente nel novembre del 1963 , Segretario regionale del PSI della Sicilia dal 1951 al
1955 e componente della Direzione Nazionale del PSI dal 1951 al 1957 , che ha espresso , ben oltre le sue
grandi doti organizzative e politiche, un livello culturale elevatissimo ,ed una grande ed originale
capacita’ di analisi critica e di costruzione intellettuale, che hanno caratterizzato il suo lavoro di
Responsabile Nazionale del settore cultura del PSI dal 51 al 55 , di Direttore di Mondo Operario dal 1957 al
1958, ed infine di Fondatore ed Animatore della rivoluzionaria rivista “ Quaderni Rossi “ , da lui diretti
dalla fondazione nel 1961 fino alla sua scomparsa nel novembre del 1963 .
La scelta del “ Risorgimento Socialista” di intitolare la propria scuola di formazione dei quadri a “ Raniero
Panzieri “, rappresenta quindi la nostra volonta’ di risalire alle radici politiche e culturali piu’ profonde e
piu’ creative del pensiero e dell’azione del Socialismo di Sinistra italiano , nel lavoro di costruzione di una
prospettiva di radicale trasformazione socialista della realta’ del moderno sistema economico e sociale
liberista , costruito attorno alla centralita’ strutturale del capitalismo finanziario sovranazionale,
caratterizzato da processi stringenti , ormai direttamente di natura strutturale , di una complessiva
conformazione culturale della coscienza sociale alle necessita’ di sistema .
Raniero Panzieri ha sicuramente rappresentato nella storia del Socialismo di Sinistra Italiano l’esponente
che piu’ di ogni altro ha cominciato a riflettere, con assoluto anticipo sui tempi , in modo analitico e
rigoroso , su come lo sviluppo del moderno sistema produttivo neocapitalistico ,allora evidentemente
ancora fondato sulla estensione della figura sociale dell’operaio massa in un sistema industriale in
espansione , stava cominciando nei primi anni 60 , con le sue innovazioni tecniche, a produrre una
complessiva Regolazione – Manipolazione dei comportamenti sociali , come obiettivo necessitato dalla
suprema esigenza della valorizzazione ottimale del capitale .
il Neocapitalismo dei primi anni 60 stava avviando , secondo Panzieri , un processo di integrazione delle
societa’ alle necessita’ del capitale , attraverso una manipolazione programmata del comportamento dei
consumatori , che sarebbe poi divenuto sempre piu’ pervasivo fino a divenire oggi l’elemento centrale che
caratterizza lo sviluppo neo liberista dell’economia capitalistica , ed i moderni processi di globalizzazione
finanziaria, commerciale e culturale.
Le caratteristiche dei moderni processi di integrazione tra realta’ produttiva ed economica , realta’ sociale
e culturale , e determinazione della coscienza collettiva , espressi attraverso uno schiacciamento
tecnocratico ed autoritario dei sistemi decisionali collettivi ottenuto con la distruzione della sovranita’
costituzionale degli Stati, caratterizzati dalla assoluta uniformazione dei rapporti civili e dei modelli
culturali alle logiche del mercato e dell’impresa , dalla individualizzazione dei rapporti sociali e dalla
distruzione sistematica delle rappresentanze di classe , portano necessariamente ad una riflessione politica
e ad un orizzonte culturale che sia in grado di leggere e legare la critica dei processi economici e delle
trasformazioni delle classi espropriate e subalterne, all’interno di un quadro di analisi complessivo delle
degenerazioni delle societa’ , per ricostruire sul terreno degli interessi e dei valori un grande fronte
popolare che possa divenire il portatore di un grande progetto di rovesciamento del modello sociale ed
economico dominante , costruito attorno ad una nuova centralita’ strutturale e decisionale del lavoro .
Questo complessivo percorso autoritario , giunto oggi nell ‘attuale sistema neo liberista a forme pervasive
inaudite , parte quindi proprio dalla iniziale integrazione tra mercato e produzione, quando Panzieri, nei primissimi anni del miracolo economico , arriva ad affermare, nei Quaderni Rossi , il suo progetto di
ricerca e ricostruzione di un orizzonte teorico aderente alle trasformazioni della realta’ necessario a
superare l’impasse conoscitivo e politico del movimento operaio del suo tempo , al fine di costruire una
vera e propria sociologia politica del neo capitalismo , e soprattutto delle sue pratiche di costruzione del
consenso e di orientamento precostituito delle scelte di consumo , e della individuazione dei luoghi e dei
modi in cui si manifestano i punti di crisi e di rottura di questo disegno .
Raniero Panzieri e’ quindi approdato per primo nella storia del Socialismo italiano ad individuare la
necessita’ di una sintesi analitica tra la critica marxista della economia politica e la ricerca della critica
sociologica, anticipando nel tempo ,di una era intera , le costruzioni piu’ compiute della moderna critica
delle traformazioni del capitale e del segno di classe del progresso tecnologico , e piu’ complessivamente
della societa’ moderna e dei processi della sua omologazione culturale .
Panzieri , negli ultimi suoi anni di vita , dopo la fine del suo impegno di dirigente politico svolto prima nella
direzione delle lotte contadine in Sicilia , e successivamente della politica culturale nazionale del Partito ,
ha utilizzato per la sua ricerca , mostrando sempre un grande rigore analitico , il metodo innovativo ed
originale della inchiesta operaia diretta sulle condizioni di vita e di lavoro della classe nel vivo dei processi
produttivi , proprio per mantenersi sempre su un terreno di estrema aderenza alla realta’ dei processi
sociali in atto.
Panzieri , convinto della inutilita’ di un entrismo nel PCI e di una adesione al nascente Psiup , rimase
purtroppo per lo piu’ inascoltato se non addirittura strumentalizzato , in conseguenza della antica
diffidenza burocratica dei comunisti nei suoi confronti , e della sua rottura politica e culturale con quasi
tutto il quadro dirigente della sinistra socialista, come lui di formazione Morandiana , che non ebbe la sua
stessa capacita’ di fuoriuscire dalla crisi dello stalinismo e di rispondere ai mutamenti del quadro politico ,
sociale, ed internazionale, ragionando seriamente sul protagonismo dei soggetti sociali alternativi al
sistema, e sulla azione di massa svolta in un pluralismo di organi di lotte e democrazia sociale , scegliendo
al contrario in modo acritico di vivere la contrapposizione alla svolta governista di Nenni andando a
schiacciarsi sulla politica Togliattiana di sostanziale moderazione riformista interna, controbilanciata dalla
fedelta’ allo schieramento internazionale del blocco sovietico come garanzia di una esterna certezza
anticapitalistica .
Raniero Panzieri rappresenta quindi per noi un punto di riferimento culturale e politico importantissimo :
Per la lezione storica ed umana che ci ha trasmesso nella sua incessante e coraggiosa capacita’ di
direzione della durissima e sanguinosa lotta dei contadini siciliani .
Per la sua concezione libertaria e “ rivoluzionaria” del Socialismo , comune al Morandi studioso
dell’Austromarxismo , profondamente antistalinista e antiriformista e contemporaneamente lontana dal
comunismo e dalla socialdemocrazia , come processo di liberazione democratica delle capacita’ di lotta
autogoverno delle forze sociali , e come massima espressione di democrazia diretta della societa’.
Per la sua capacita’ di indagare criticamente ed analiticamente sulle trasformazioni reali della societa’ e
dei rapporti produttivi , per ricostruire un pensiero critico necessario a sviluppare un movimento di lotta
sempre adeguato al livello delle contraddizioni esistenti .
Per l’impegno coerente e costante , che ha unito tutte le diverse stagioni della sua giovane, e purtroppo
breve, generosa vita di militante e dirigente Socialista, nell’azione per rendere i lavoratori protagonisti
assoluti e diretti dei movimenti di lotta e delle esperienze di governo , concependo lo strumento partito
solo come una struttura che fosse rigorosamente ed esclusivamente funzionale solo a questo grande
disegno democratico e “ rivoluzionario “.
 

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