PER UNA NUOVA GRANDE UNITA’ DI POPOLO E DI CLASSE.

Nei giorni scorsi, a Trieste, è stato compiuto un atto repressivo grave, che verrà sicuramente suffragato dal consenso di tutta la maggioranza di governo, a partire dal PD e dalla Lega, solidamente uniti al di la degli screzi di facciata nel sostegno al nuovo commissariamento del paese.


La sola possibile soluzione di pacificazione generale dello scontro in atto sarebbe stata l’assunzione di un sistema di tamponi gratuiti per i lavoratori dipendenti che non intendono vaccinarsi, cosi come richiesto da più parti a partire dalla Cgil, e da tutto il fronte di classe che si è andato consolidando attorno alla lotta dei lavoratori della GKN e delle altre aziende sull’ orlo della liquidazione da parte dei padroni nostrani, del capitale finanziario, e delle società multinazionali.


Dire di no a questa soluzione di mediazione ha significato accettare in pieno la logica di uno scontro che produrrà inevitabilmente una ulteriore divisione nella società civile e nel mondo del lavoro.

Non è un caso che i padroni siano stati i più risoluti nel rifiuto di questa proposta, ben consapevoli che questo scontro spacchera’ ulteriormente il fronte del lavoro dipendente, ed andrà ad oscurare le responsabilità del sistema liberista nella distruzione del sistema sanitario pubblico, che ha reso ingestibile l’ emergenza sanitaria.

La questione della contestazione del green pass, che trova la sua legittimazione giuridica e costituzionale nella non obbligatorieta’ della vacconazione, va ormai ben al di la’ delle posizioni di rifiuto dei vaccini, largamente minoritarie nel paese, andando ad assumere di fatto significati ben più ampi di contestazione politica e sociale, riguardanti profili di diritto sostanziale e aspetti che toccano la natura dei rapporti di forza nelle aziende, allargando di molto i confini della questione originaria, e superando di molto i numeri ristretti dell’area no vax.

Io compagni personalmente non prendo campo in uno scontro che non mi piace e reputo pericolosissimo per il nostro tessuto democratico, già gravemente indebolito dallo smantellamento del carattere lavorista e solidale della nostra costituzione materiale e formale, e dalla dissoluzione della sovranità costituzionale dello Stato, imposta dai poteri finanziari, dalle logiche del mercato, e dai sistemi normativi sovranazionali.

Questa divisione all’interno del mondo del lavoro dipendente non voglio alimentarla in alcun modo, perché è destinata a lasciare un segno negativo nella coscienza collettiva delle classi subalterne, ben oltre le posizioni minoritarie del movimento di contestazione in atto

Solo la proclamazione da parte di tutto il fronte Sindacale, riunito attorno alla piattaforma programmatica della mobilitazione GKN del 18 settembre a Firenze, di uno sciopero generale contro i padroni ed il governo, per la difesa del lavoro, il rifiuto delle delocalizzazioni, i diritti nelle aziende, la crescita dei livelli retributivi, per un nuovo modello sociale, e per la difesa della democrazia sostanziale nel nostro paese, può rappresentare la base per ricostruire una nuova grande unità di classe e di popolo per la salvezza del paese.

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