di Franco Bartolomei,
coordinatore nazionale, Risorgimento Socialista
 
Il 22 Marzo in Italia scende in sciopero l’intera filiera produttiva della AMAZON, con uno sciopero coordinato a livello internazionale.
 
Nella piattaforma rivendicativa predisposta dai sindacati dei trasporti per la prima volta nel mondo si ritrovano uniti magazzinieri, precari, appalti e driver: di fronte al rifiuto di trattare della multinazionale i lavoratori vanno allo scontro uniti.
 
Per la prima volta nel mondo i lavoratori tentano, proprio sul terreno centrale dei rapporti tra capitale e lavoro, di ricomporre in un fronte unitario tutte le diverse figure lavorative della filiera in cui si articola l’attività produttiva dell’impresa, cercando di far saltare lo schema funzionale, gestionale e contrattuale , che punta a frazionare ,se non ad individualizzare, quanto più possibile il rapporto con i dipendenti, su cui tutto il settore della logistica e la gran parte del capitale impegnato nei servizi, nella distribuzione, nel tessile, nella tecnologia avanzata, nel settore finanziario, ed in un numero sempre maggiore di espressioni produttive sta costruendo da tempo la propria posizione dominante nei rapporti di lavoro.
 
La vertenza potrebbe assumere un significato di svolta sul terreno decisivo della ricomposizione di un fronte del lavoro che restituisca forza contrattuale ai lavoratori, e che nel concreto dei rapporti sociali vada a minare nella coscienza dei lavoratori più giovani e non garantiti l’idea liberista, assolutamente ingannevole, che il singolo dipendente non abbia più un interesse reale ad una contrapposizione con il capitale, ma debba “ragionevolmente” introiettare l’idea che sia solo una parte autonoma e potenzialmente autodeterminantesi in un tutto produttivo aperto ed “accogliente”, all’interno del quale è posto nelle condizioni di autopromuoversi accettando le regole del gioco e le condizioni di lavoro poste unilateralmente dall’impresa, a fronte di un mondo in cui la precarietà è la regola sociale prevalente ed il successo nella scala sociale è assolutamente indipendente dalle contraddizioni reali del sistema.
 
E’ un momento importante per la ricostruzione nella coscienza sociale di una prospettiva di classe fondata sul conflitto come grande processo di avanzamento democratico , per la costruzione di un più alto ed inclusivo livello di solidarietà tra i cittadini, come previsto dalla nostra Costituzione.
 
Crediti foto: Corriere della Sera
 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>