di Franco Bartolomei,

coordinatore nazionale di Risorgimento Socialista

Ha vinto il cattolico Biden e i Democratici tornano alla casa bianca.
Alla fine, Filadelfia, la città dell’Amore Universale, patria del grande massone progressista Benjamin Franklin e culla della Dichiarazione di Indipendenza americana, e Atlanta (il grande cuore sudista di Via col Vento), città di Jimmy Carter, l’ unico Presidente Americano amico dei popoli latino-americani, sono state le due simboliche tombe politiche di Trump, sommergendolo con il loro voto popolare massiccio che ha rovesciato il risultato della Pennsylvania e della Georgia.
 

Joe Biden e Kamala Harris (fonte Open)

 
Al di là delle cazzate, sparate a destra e a sinistra (soprattutto) in questi 4 anni, è necessario fare alcune riflessioni.
 
I democratici attuali hanno in sè due novità sostanziali che li rendono in parte un attore politico innovativo, e che potrebbe seriamente riequilibrare la rappresentanza delle classi dirigenti del sistema finanziario e geopolitico americano, che essi hanno manifestato dopo il fallimento della criminale linea di politica internazionale sostenuta dalla CIA e dalla maledetta stirpe dei Bush.
 
La prima:
 
-Sul ponte di comando hanno ormai consolidato il ruolo realmente egemone di Obama , che al di là degli errori in politica estera (guerra in Libia) e delle sue scelte contraddittorie di politica finanziaria, porta il merito fondamentale di aver impedito l’ingresso ufficiale degli USA nella guerra di Libia contro Russi e Iraniani al fianco dei Fondamentalisti, resistendo alle pretese di CIA, NATO e DEEP STATE, il merito di aver sostenuto l’introduzione di un sistema sanitario ed assistenziale pubblico nazionale, ed infine il grande merito di sostenere in tutti i modi il flusso di ingressi dei popoli latinoamericani nel tessuto civile degli Stati uniti , facendo una scelta che in prospettiva è destinata a cambiare nel profondo tutto il sistema di valori e modelli su cui è fondato il sistema sociale e culturale capitalistico americano .
 
La seconda:
 
E’ diventato un partito che riconosce in modo esplicito e pubblico, in termini di rappresentanza dialettica interna e di proposta esterna, la mediazione politica con una consistente minoranza interna dichiaratamente Socialista e Anticapitalista, che in campagna elettorale è divenuta vera e propria parte attiva della partita più complessiva che è stata giocata dal partito.
 
Questi due elementi potrebbero divenire i fattori di una forte evoluzione democratica degli USA , se si riuscirà a sconfiggere il disegno del sistema profondo di interessi economici finanziari e geostrategici che determinano la politica americana.
 
Interessi che trovano nella CIA e nella Nato, ed in tutte quelle strutture complesse di analisi ,controllo ed intervento su tutti gli scacchieri , articolate ed integrate , che cominciamo a chiamare con il nuovo termine “DEEP STATE” il loro centro esponenziale, e che dopo il loro fallimento con le politiche di Bush e la grande crisi del sistema finanziario del 2007 puntano a salvare l’equilibrio fragilissimo del sistema liberista e finanziario attraverso la ricerca di uno scontro globale con Russia, Cina e Iran, e la normalizzazione forzata di tutto il continente latino americano.
 
Si apre una fase del tutto nuova: le ragioni della vecchia contrapposizione Trump/Clinton sono oggi superate. Il multipolarismo è una realtà emergente fortissima. Se il Deep State continuerà a contrastarlo ci si romperà le corna.
 
La Cina, ben coperta da una Russia, accorta ed intelligente, ha già vinto contro il disegno del Deep State Americano: il punto di snodo è stata la Siria.
 
Il problema è ora capire come può essere orientato nel suo modello economico e sociale il nuovo mondo multipolare.

Vertice Obama-Putin sulla Siria (fonte Nena News)

 
LA GRANDE PARTITA DEL FUTURO.
 
L’atteggiamento che dovremo avere verso la nuova presidenza USA dipenderà da come si comporterà rispetto a questo chiarissimo disegno imperialistico concepito per restaurare un equilibrio che sul piano economico e culturale non sta più in piedi in termini di capacità egemonica complessiva.
 
E qui sarà nuovamente determinante l’atteggiamento che Obama deciderà di adottare e la forza politica reale che la Sinistra Socialista interna ai democratici sarà in grado di sviluppare , nel partito e soprattutto nel paese .
 
Io ho fiducia nell’America che amo (Roosevelt, Steinbeck, Martin Luther King, Chomsky), che oggi mi sembra nuovamente ben rappresentata da Sanders e dai suoi compagni e compagne.
 

“The Squad”, la pattuglia di democratiche socialiste guidata da Alexandria Ocasio Cortez (fonte The People for Bernie Sanders)

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