RISORGIMENTO SOCIALISTA AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI METALMECCANICI

di Marisa D’Alfonso,

Responsabile Lavoro e Industria, Risorgimento Socialista


Risorgimento Socialista si schiera al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici in sciopero lo scorso 5 novembre per chiedere un giusto contratto che adegui i salari al valore del lavoro.


Il blocco dei salari chiesto da Federmeccanica non è giustificabile ed è precedente al covid, infatti era la loro posizione espressa già ad inizio trattativa l’anno scorso.


Le trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro hanno avuto inizio il 5 novembre dello scorso anno ma senza risultato poiché Federmeccanica ed Assistal hanno risposto dichiarando la propria indisponibilità a continuare il confronto. manifestando altresì l’intenzione di non procedere con adeguamenti contrattuali, soprattutto economici, a chi nei momenti più complessi della crisi sanitaria ha continuato a prestare la propria attività lavorativa in quanto ritenuta necessaria.


Federmeccanica e Assitalia ripropongono un accordo sul salario legato unicamente all’andamento dell’inflazione dopo un intero quadriennio in cui le retribuzioni sono rimaste ferme.

Praticamente i gruppi e le aziende hanno continuato a realizzare profitti, una ricchezza enorme e smisurata, che continua a gonfiare solo le tasche dell’azionista e dei dirigenti.

Confindustria ha utilizzato il contratto dei metalmeccanici per poter mettere in discussione tutti i contratti nazionali di lavoro.

Noi donne e uomini di Risorgimento Socialista non potremo mai condividere né accettare questa impostazione liberista che produce ricchezza a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori.

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