*Comunicato di Risorgimento Socialista*
 
Le rivolte spontanee della popolazione contro le misure restrittive e contro eventuali lockdown emergono per l’assenza di strumenti di welfare adeguati alla situazione.
 
Perché insomma lo Stato – costretto a muoversi come soggetto di diritto privato o per tutelare i profitti del capitale – non può conciliare sicurezza sanitaria e sicurezza sociale. Questo è il problema. È oggi che si dovrebbe aprire una stagione di lotte e di conflitti nei quali possano riconoscersi tutti coloro i quali soffrono da decenni per l’irrazionalità della democrazia dei mercati.
 
Per questo lo Stato – anche quando decide di fare lo Stato per tutelare giustamente la salute pubblica – appare poco credibile. Non ha i mezzi per fronteggiare la crisi e per tutelare l’integrazione sociale.
 
Un socialista si dovrebbe battere per denunciare le contraddizioni del sistema neoliberale e per costringere i Governi a mutare indirizzo, che in questo caso vorrebbe dire uscire dalla gabbia europea dei vincoli di bilancio e delle condizionalità per ripoliticizzare l’economia e la società.
 
Per riconsegnare l’economia alla sovranità popolare.
 
Per dire che il modello esistenziale propugnato dal neo-liberismo è ottuso e spietato. Non dovrebbe al contrario donare alibi al sistema denunciando una dittatura sanitaria che sottintenderebbe un’azione pubblica invasiva in contrasto con il naturale scorrere della normalità. Quella normalità che ha prodotto più povertà e più sradicamento sociale. Normalità che i Governi cercano di tutelare in ogni modo senza che ci si ponga il problema della crisi economica in atto.
 
Per questo Risorgimento Socialista ritiene che la lotta alla pandemia debba essere trasformata in una grande lotta popolare contro il modello sociale liberista ed i vincoli posti dalla UE alla spesa sociale.
E se il governo vuole essere conseguente ed efficace nella sua linea di contrasto deve assumere misure antisistema, ricorrendo a politiche pubbliche di sostegno pesante del reddito, della produzione, dell’ occupazione e di ristoro economico per tutta la popolazione investita dalla chiusura.
Se così non fosse una volta passata l’emergenza sanitaria avremo solo un paese a pezzi dal punto di vista economico e sociale. L’Italia deve invertire la rotta trasformando il proprio modello sociale.
 
Le mobilitazioni popolari, come quella di ieri di Napoli e le altre che seguiranno generate dalla oggettiva disperazione della cittadinanza dovranno incentrarsi sulla critica del sistema liberista e dei vincoli di spesa imposti al bilancio pubblico dal sistema euro/ Maastricht e porre le basi per la costruzione di un grande fronte di massa costituzionale, lavorista e patriottico che si pone l’obiettivo della fuoriuscita dal sistema liberista.
 
SE LO STATO CHIUDE IL PAESE A CAUSA DEL SISTEMA LIBERISTA LO STATO DEVE SOSTENERE TUTTI PER SALVARE TUTTI DALLA CRISI.
IL LOCKDOWN NON LO PAGA IL POPOLO, MA IL SISTEMA LIBERISTA CHE LO HA PRODOTTO.
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