di Carlo Felici

Quando il Comandante Chavez nel gennaio del 2010 lanciò la prospettiva di una Quinta Internazionale dei popoli del mondo, per aggiornare le loro lotte in base alle nuove sfide che il Socialismo globale deve affrontare nel XXI secolo, il suo slogan fu: “Salvare tutta la vita sul Pianeta, salvare l’Umanità”.

Egli aveva ben compreso che in questo nuovo millennio la questione sociale e quella ambientale vanno affrontate all’unisono, perché sono le due braccia indispensabili di un corpo unico che lotta, in ogni parte del mondo, contro un mostro divoratore al contempo dei diritti dei popoli e dei lavoratori, e delle risorse della Terra, con unico scopo: l’accumulazione illimitata di profitto.

Se il problema ecologico è globale, lo è anche quello sociale, perché con la distruzione delle risorse ambientali, aumentano anche le disuguaglianze, la snaturazione culturale dei popoli e la loro riduzione, anche mediante la crescita delle migrazioni coatte, a merce per fini di arricchimento.

Facciamo dunque nostra questa lotta che è al contempo per l’emancipazione sociale e per la tutela ambientale, con lo scopo di attuarla nel nostro Paese, culla di bellezze ambientali ed artistiche incomparabili, e di internazionalizzarla.

Per renderla tale da promuovere una nuova forma di coesistenza planetaria e di sviluppo ecocompatibile e, insieme ad esso, per sviluppare nuove forme di lavoro che promuovano il “buon vivere inteso come vita più sana, più armonica e più solidale. L’impegno ecologico non è più ormai una questione di “verdi” ma di popoli che nel mondo vogliono assicurare alla Terra e all’Umanità un futuro degno per le nuove generazioni, in una prospettiva ecosocialista.

La lotta di classe per la ricerca di un nuovo equilibrio, come sottolineava anche un illustre studioso della Terra che partecipò alla Comune di Parigi, Jacques Élisée Reclus , è oggi globale per riequilibrare il mondo anche sul piano ambientale, e va dunque affrontata con soggetti politici, strumenti culturali, economici e sociali globalmente avanzati, perché l’uomo non è che una parte organica di un sistema complesso e variamente articolato da cui non può prescindere e in cui non può in alcun modo pretendere di imporsi.

Liberiamo la Terra e liberiamo l’Umanità dalla schiavitù del capitale che riduce natura ed esseri umani a merce per scopo di profitto Terra e Libertà sia il nostro motto.

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