Le chiacchere stanno a zero: i 42 della Sea Watch dovevano sbarcare, come quelli della Diciotti prima di loro e come sempre deve succedere in questi casi.

Se Carola Rackete col suo gesto di disobbedienza civile ha violato qualche legge, come quei “decreti sicurezza” che equiparano l’occupazione di una strada o una rotaia da parte degli operai o dei pastori sardi a un gesto di terrorismo, lo deciderà la Magistratura.

Mentre Salvini, lo sceriffo di cartone che fa campagna elettorale invece di lavorare e non partecipa a nessuna riunione dei ministri europei sul tema immigrazione, faceva propaganda a favore delle telecamere insieme al PD, dopo esser stati complici nella distruzione della Libia nel 2011 e nel gettare gli immigrati in pasto ai lager libici, centinaia di persone venivano portate a Lampedusa, salvate dopo essere state abbandonate su barchini in mezzo al mare dagli scafisti.

Evidentemente Salvini preferirebbe lasciare i naufraghi in mare: per noi socialisti, l’Umanità, la vita degli esseri umani, viene prima di qualsiasi altra considerazione e per questo rispettiamo la nostra Marina Militare, che non spara e non sbarra il mare alle navi civili e interviene tutti i giorni a salvare vite in mare.

Siamo marxisti, e per questo sappiamo cosa serve per gestire il fenomeno dell’immigrazione: la fine delle politiche neocolonialiste, imperialiste, la fine dei rapporti di sfruttamento con i paesi africani, la costruzione di un polo europeo mediterraneo che si faccia carico delle grandi questioni che interessano l’area mediterranea, equo scambio di risorse e know how, di materie prime, di costruzione di strutture e infrastrutture in quei paesi, di stato sociale, in loco e ovviamente anche in casa nostra, la lotta alle mafie e al lavoro nero.

L’alternativa è sempre la stessa: socialismo o barbarie.

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