Di Franco Bartolomei

In questi giorni il movimento Socialista mondiale si sta dividendo, in modo verticale, sul giudizio politico e sulla risposta che deve essere data al golpe organizzato dagli americani e dalla destra venezuelana contro il presidente Maduro ed il governo Bolivariano del paese.

E’ in gioco un giudizio di merito radicalmente diverso sui rapporti economici, sociali ed internazionali imposti dal modello liberista e dal sistema imperialistico mondiale, ridefinito in funzione del nuovo sistema finanziario globale e connesso ad una diversa concezione della stessa funzione storica del Socialismo nella società contemporanea. Questa diversa scelta non resterà affatto senza conseguenze nel futuro. I Socialisti che hanno la nostra stessa visione del mondo, che credono sempre nella trasformazione socialista dei rapporti economici e produttivi e, che considerano il lavoro come fattore centrale della esperienza umana, vogliono continuare a lottare perchè divenga il soggetto di tutti i centri decisionali della società, come Melenchon, Corbyn e La Fontaine e tanti altri che difendono la Rivoluzione Bolivariana. Quelli che invece condividono il sistema liberista, e vivono per gestirlo e perfezionarlo, stanno senza alcuna remora dalla parte degli americani e dei golpisti a difesa delle logiche e dei valori del sistema.

Noi di Risorgimento Socialista abbiamo fatto la nostra scelta contro l’imperialismo americano e per la rivoluzione Bolivariana, il resto del Pse con i nenciniani, il Psf , il Psoe e la Spd hanno scelto i golpisti e di fatto favoriscono la guerra civile. La scelta di queste forze a favore del golpe Americano assume la stessa valenza del tradimento dei socialdemocratici francesi e di quelli tedeschi che nel 1914 votarono a favore della guerra tra i loro due paesi, di quella di Trotsky nel 1921 di massacrare i marinai di Kronstadt, e infine di quella di Stalin del ’39 che si accordo’ con i nazisti per dividersi la Polonia.

Cari compagni ognuno fa’ le proprie scelte secondo la propria coscienza e se ne assume la responsabilità morale e politica. Noi la nostra l’abbiamo fatta, e ne siamo sempre più convinti.

Noi del Risorgimento Socialista andiamo avanti insieme a Corbyn, Melenchon, la Fontaine, Obrador, Mujica, Morales, Sanders e tutti i compagni che nel mondo si battono per la Democrazia, la Pace ed il Socialismo, e siamo convinti che difendere Maduro ed i Bolivariani, oltre ad essere un dovere politico per noi, stia diventando una necessita’ democratica per tutti. La schieramento delle Forze Socialiste europee, realmente antiliberiste, antimperialiste ed alternative al sistema, e’ oggi diviso in due filoni di pensiero e di analisi:

Una parte rappresentata da Potere al Popolo, di cui il Risorgimento Socialista e’ parte attiva, in nome di una rigorosa impostazione di classe che interpreta i processi sociali e ricerca le soluzioni sul terreno della riunificazione di un blocco sociale alternativo al sistema; ed un ‘altra, quella che noi comunemente chiamiamo sinistra sovranista, attualmente in fase costituente, che in nome della difesa degli interessi deboli ritiene che il contrasto ai poteri finanziari possa essere realizzato solo ripristinando gli stati nazionali sovrani con i loro poteri di intervento pubblico nell’economia. Quest’ ultima, contemporaneamente più socialdemocratica e di fatto neo patriottica, contrasta il passo direttamente alla destra sociale, apparentemente antisistema, come sta avvenendo in Francia, mentre la prima sta correttamente ridefinendo il ruolo di una critica reale ai rapporti sociali ridefiniti dal capitalismo finanziario multinazionale, e sta ridisegnando i compiti di un moderno scontro di classe.

Il punto è che le due sinistre con un serio lavoro di confronto possono, a nostro avviso, trovare un accordo di fondo su un comune progetto di rovesciamento del modello liberista e sulla costruzione di un sistema di rapporti sociali in cui il lavoro divenga l’asse dei processi decisionali collettivi. Questo processo unitario sta’ già avvenendo con ottimi risultati in Francia, ma deve cominciare ad avviarsi anche in Italia.

RISORGIMENTO SOCIALISTA vuole lavorare a questa ricomposizione politica per la rinascita di una nuova sinistra SOCIALISTA, popolare e radicale, che contesta il modello economico liberista, l’Europa di Maastricht, ed il ruolo imperiale ed oppressivo del capitalismo multinazionale e del sistema finanziario globale. Un nuovo fronte anticapitalista ed antimperialista, capace di esistere nel vivo dei rapporti sociali, che torni a considerare il Socialismo come una concreta prospettiva reale per un diverso modello di sviluppo sociale e per un diverso sistema di rapporti economici, e non più come un antico e vago riferimento del passato. Il SOCIALISMO come progetto concreto di una moderna sinistra di classe antiliberista, attestata con convinzione sulla difesa della sovranità costituzionale degli Stati europei, in quanto modello praticabile di una società alternativa al sistema liberista articolato attorno all’impianto monetario, normativo ed istituzionale definito dai trattati di Maastricht e Lisbona.

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