Di Alberto Benzoni

In questi giorni il nostro governo sta lottando disperatamente per evitare l’avvio della procedura di infrazione: in un contesto in cui condanna e/o sospensione della medesima sembrano giocarsi sul filo di uno zero virgola in più o in meno. E di fronte ad un consesso, quello dell’eurogruppo, in cui prevalgono i partigiani di una condanna a prescindere (“non avete fatto abbastanza; dovete fare di più”, oppure “le regole vanno rispettate”) tra cui il francese Moscovici.

In questi stessi giorni, il presidente Macron, nel tentativo di riassorbire la protesta violenta dei gilet gialli, annuncia il ritiro della tassa ecologica e, nel contempo, un massiccio aumento della spesa sociale che comporterà un aggravio di bilancio di circa 10 miliardi di euro portando il deficit oltre il 3%, massimo consentito dai parametri di Maastricht. Il tutto in un quadro di riferimento strategico – più soldi per i poveri ma senza aggravi di sorta per i ricchi – che fa a pugni con le ricette suggerite dall’Europa e lascia prevedere che lo sforamento è destinato a rimanere anche negli anni successivi. Il tutto senza sollevare reazioni di sorta nei sacri palazzi di Bruxelles.

 

Perchè questa disparità di trattamento ?

Per punire l’allievo renitente ai dettami dell’ortodossia finanziaria? Mica vero: nel corso di questi ultimi dieci anni l’Italia ha sforato solo in tre occasioni il limite del 3% mentre la Francia lo ha superato in nove.

Perchè il nostro deficit è infinitamente superiore e/o qualitativamente diverso da quello francese? Mica vero: oggi lo scarto è del 30% e si sta progressivamente riducendo; mentre il nostro debito è, tenuto conto di quello privato, inferiore a quello francese; e, comunque, perfettamente gestibile

Perchè Macron è il cavaliere della lotta vittoriosa contro il drago populista, incarnato dal governo italiano? Mica vero, perchè questo cavaliere è stato disarcionato ed è fuggito di fronte alla protesta violenta del suo popolo.

Perchè la Francia è l’alfiere del rilancio dell’Europa?Vero; ma solo a livello di intenzione. Perchè oggi qualsiasi progetto di rilancio, giusto o sbagliato che sia, è destinato a infrangersi di fronte alla resistenza tedesca. Senza tenere conto del fatto che la via maestra delle politiche comuni è e rimane un tabù.

E allora perchè? Perchè la Francia è la Francia e l’Italia.

La Francia dà per scontato il suo ruolo guida in Europa, un ruolo che ha perso sostanzialmente ma che, proprio per questo, deve esserle riconosciuto formalmente. L’Italia è entrata dietro sua richiesta; e deve però sempre comportarsi bene. La Francia ha cercato sempre di tenere insieme la sua presenza nelle istituzioni europee e, in particolare in quelle economiche, con la promozione degli interessi francesi. L’Italia si è sempre disinteressata della faccenda: i suoi grandi commissari – da Spinelli a Giolitti sino alla Bonino – hanno sempre operato in una dimensione internazionale e internazionalista; e, da ultimo, nella condizione di scegliere il commissario: il nostro ineffabile Renzi ha optato per la politica estera (nelle sembianze della Mogherini contrapposta a D’Alema e poi abbandonata a sè stessa) sacrificando così la sostanza ergo la difesa dei nostri specifici interessi, alla forma.

 

La Francia è sovrana, al punto di esercitare sino in fondo la sua sovranità senza sollevare alcun problema, l’Italia non lo è; al punto di essere considerata “sovranista” perchè se ne lamenta.

Per effetto di tutto questo e delle scelte compiute a Maastricht, ora abbiamo un’Europa in grado di punire le trasgressioni economiche e non quelle politiche e civili. E come se non bastasse, giudice e boia dei comportamenti trasgressivi sono un organismo privo di qualsiasi legittimazione democratica o anche formale: l’Eurogruppo. E questo Eurogruppo è governato, con la complicità interessata dei suoi componenti francesi, da un asse formato da tedeschi, liberisti olandesi e belgi e, soprattutto, dal blocco compatto dei paesi dell’Est. E questo nobile consesso, non potendosela prendere con nessun altro se la prende con un paese – come l’Italia – colpevole per definizione: per le colpe dei governi della prima repubblica e di questo; perchè in Italia governano i barbari; perchè siamo latini e cattolici e perciò peccatori; perchè il debito pregresso ci rende irredimibili; perchè siamo un socio, fatto entrare per sua pressante richiesta ma totalmente inaffidabile. Insomma perchè siamo l’Italia; e non ci possiamo fare niente…

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