Di Giuseppe Giudice

Nel 1929 Leone Trotzky scrisse a favore degli Stati Uniti Socialisti d’Europa come prospettiva. Dicono che anche Otto Bauer era favorevole a questa prospettiva (ma non ci sono fonti documentali) …l’iper-liberista Hayek invece nel 1939 presentò uno scenario opposto: quello di un federalismo minimalista che avrebbe dovuto portare allo “stato minimo” a livello nazionale e lasciare l’Europa completamente in mano alle regole del mercato capitalistico, senza contrappesi politici e democratici. Che è poi l’Europa immaginata da Guido Carli (maestro, guarda un po’ di Savona). E queste due posizioni contrapposte precedettero il Manifesto di Ventotene. Quello che non ho approfondito è se questi Stati Uniti Socialisti d’Europa, di Trotzky (e di quello attribuito a Bauer), dovessero avere un modello confederale o federale, o ancora se avessero dovuto rappresentare una confederazione di stati sovrani democratici e socialisti fondati su rapporti cooperativi e di solidarietà, mettendo in comune una serie di iniziative e di progetti, o un super-stato federale democratico sovranazionale fondato sulla piena sovranità democratica e popolare, con parlamento dotato di poteri reali che nomina il governo e di un governo che ha il controllo della banca centrale di emissione.

 

Ma questa è solo una premessa al mio ragionamento. Certo l’Europa di oggi è lontanissima da entrambi i modelli (confederale o federale) e molto vicina a quella immaginata da Guido Carli. E’ una costruzione antidemocratica (il Parlamento Europeo ha poteri fittizi), ed il trattati di Maastricht e Lisbona hanno prefigurato un chiaro dominio fondato dall’intreccio dell’ordoliberismo tedesco (sostenuto dai paesi del nord) e da una chiara frattura tra nord e sud d’Europa. Gli stessi paesi di Visegrad, populisti e sovranisti di destra, non hanno nessuna intenzione di uscire dalla UE (dati gli ampi fondi da essa avuti). Alla fine (e salto necessariamente alcuni passaggi) abbiamo una struttura di comando dell’Europa (la Commissione) che non ha nessuna legittimità democratica e popolare, al servizio del capitalismo finanziario e della politica mercantilista della Germania (e dei paesi che ormai sono diventati satelliti per ragioni nazionali).

L’Austerità e le politiche deflattive sono state al centro di quel progressivo processo di svalutazione del lavoro, della guerra tra poveri, della crescita della disoccupazione giovanile. La crisi, ed anzi, il fallimento di molte socialdemocrazie, come ha giustamente rilevato Jeremy Corbyn, sta qui: nell’aver assecondato le politiche neoliberali, grazie alla quale la base popolare si è trasferita nel voto ai movimenti populisti di destra e xenofobi. Corbyn vede tutto questo come un grosso pericolo, ma ne intravede anche le cause. Se non c’è una sinistra socialista che sappia impostare politiche alternative a quelle prevalenti nella UE, questi movimenti prospereranno e solo con politiche alternative dalla sinistra e per un nuovo socialismo sarà possibile contrastare tale fenomeno. Per cui la lotta è su due fronti: quello dell’establishment euroliberista e quello del capitalismo liberista nazionalista (che poi si sorreggono a vicenda)

 

….. che fare? L’Europa rischia un serio pericolo di disgregazione, ma questa disgregazione si può combattere solo stracciando Maastricht e Lisbona e fondando una nuova idea di Europa che non può che essere confederale. So benissimo che a sinistra ed in tutta Europa ci sono posizioni diversificate su come cambiare l’Europa, io personalmente credo che l’ipotesi confederale proposta da Lafontaine tre anni fa, con l’ipotesi di un ritorno ad uno SME riformato e corretto sia forse una via da percorrere…. ma questa progetto ha bisogno di una vasta mobilitazione politica che lo sostenga (che non vedo) e di un grande sforzo per unificare tutte le forze di sinistra (pur nelle differenze).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>