Di Alberto Benzoni

Prima c’era la prima repubblica: destra e sinistra, padroni e lavoratori; uno scontro politico e di classe, mediato, incanalato e reso gestibile da un sistema politico-partitico in cui tutti si riconoscevano. Poi c’è stata la rivoluzione dei primi anni novanta. Secondo i suoi turiferari, rivolta della “borghesia riflessiva” (leggi di loro stessi), nella realtà una rivolta dei ceti medi stufi di pagare le tasse ad un ceto politico che non aveva fatto nulla per difenderli. Purtroppo una rivolta cieca e perciò non suscettibile di mediazioni o anche di interpretazioni razionali.

Ecco allora l’arrivo dei populisti. E cioè dei “terribili semplificatori”: c’è il leader, c’è il “popolo” possibilmente adorante cui ci si rivolge, c’è lo slogan unificante (che può essere “libertà” o “rottamazione” oppure “onestà”) e c’è, naturalmente, il nemico da combattere con ogni mezzo. In tutto questo non è che scompaiano gli interessi, le classi sociali e quant’altro e, soprattutto, la realtà del sempre più feroce scontro legato alla possibilità di accesso a risorse sempre più scarse in un contesto di sempre crescenti disuguaglianze. Non scompaiono, ma vengo interpretati e tradotti in una specie di neolingua e con l’unico scopo di mascherarli e di pervertirne il significato (così, ad esempio, la lotta contro le disuguaglianze si traduce nell’abolizione dei vitalizi…).

 

Dopo, l’odio. O, peggio, l’odio che diventa il mezzo più facile a disposizione per “vincere”. All’inizio, l’odio di cui è oggetto Berlusconi e non per le sue scelte di governo (o, meglio ancora, per il messaggio perverso che trasmette agli italiani: “fate quel che… volete e tutto andrà per il meglio”) ma per i suoi comportamenti individuali; e nel nome di un giustizialismo finalizzato al trionfo non della legge contro il reato, ma della virtù contro il vizio. Poi l’odio che separa due rottamatori concorrenti con la momentanea vittoria del più radicale dei due. E ancora la contrapposizione tra i depositari dell'”onestà onestà” ed il mondo brutto e cattivo che li circonda: contrapposizione che, per inciso, ha portato il M5S ad un successo rapido e al di là di ogni aspettativa ma che sarà nel contempo alla radice del suo declino. Perchè non si può essere insieme portatori di un progetto di società diversa (il che richiede tempo, intelligenza collettiva e generosità ) e contestatori malmostosi e un pò qualunquisti del sistema esistente, setta chiusa in sè stessa e partecipi aperti di un confronto politico.

Alla fine, poi, l’odio mortale, perchè inquinato dalla paura e dal disprezzo e perchè ampiamente ricambiato, tra gli ottimati della “borghesia riflessiva” del Pd e di Repubblica ed i “populisti” che essi stessi hanno partorito, dopo ed in conseguenza dell’avvento della seconda repubblica. Un odio cieco e di natura propriamente razziale. E quindi fonte di generali rovine.

 

Siamo al sonno della ragione che genera mostri. A farli svanire, basterebbe qualcuno che accenda la luce e ci risvegli. Ma questo qualcuno, che potremmo chiamare “sinistra antagonista” ancora non c’è. Almeno qui da noi.

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