di Gaetano Colantuono,

Coordinatore, Risorgimento Socialista della Puglia

Mettiamo i dati in fila: Risorgimento socialista è stato fra i fondatori di Potere al Popolo e alcuni di noi, hanno assunto l’onere di candidature che sapevano di vicissitudini di un secolo fa, al tempo di Zanardelli: è mancato il quorum, non la qualità né la visione strategica: ricostruire una sinistra di classe confederata.

Alcuni compagni socialisti sono stati eletti negli organi Cgil per il documento 2 in vista di un congresso nient’affatto irrilevante per le sorti della democrazia italiana, e il compagno Bartolomei è ora eletto nel coordinamento nazionale di Potere al Popolo.

Siamo attivi nel mondo sindacale, dei giuristi contro le leggi incostituzionali e razziste di questo governo, del sociale che fa politica, e abbiamo un sogno, riportare in edicola un quotidiano o rivista davvero dei lavoratori. Non della sinistra radicale o del ceto medio progressista, bensì dei lavoratori e delle lavoratrici. Proprio loro.

Epilogo. Anche noi siamo per l’unità ma non di chi è stato o si professa socialista e poi ha votato, sostenuto, attuato politiche antipopolari o crea gruppuscoli di pensionati o notabili sganciati dalla realtà sociale. L’unità è delle lotte sociali, dei percorsi politici verso alternative praticabili, di riscatto del mondo del lavoro, vecchio e nuovo.

I risultati elettorali, certo, non sono stati finora soddisfacenti, ma la credibilità di noi socialisti nella sinistra popolare antiliberista è un patrimonio che noi affidiamo al socialismo italiano che verrà.

“Post fata resurgemus”, era scritto sulle tessere del nostro partito durante il regime. Mancano solo un maggiore radicamento sociale e una migliore organizzazione.

Più forte Risorgimento socialista, più forte la difesa del lavoro e della Costituzione.

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