Di Franco Bartolomei

Di fronte a questo attacco di Moody verso un paese democratico, proditoria ed infondata in termini economici, diretto a minarne la stabilità interna e a creare difficoltà alla popolazione civile del paese, è necessario chiedere la convocazione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In questa sede siamo pronti a denunciare che un ente strettamente privato, con un suo atto cosciente, volontario e calunnioso, stia destabilizzando strutture economiche e governo di una nazione che non viola in alcun modo la carta dei principi delle Nazioni Unite.

IL COMPORTAMENTO DI QUESTE AGENZIE APRE UN SERIO PROBLEMA DI DIRITTO INTERNAZIONALE, PERCHÉ PRODUCONO UN’ALTERAZIONE GRAVE DEI RAPPORTI POLITICI, ECONOMICI E COMMERCIALI, REGOLATI DAI TRATTATI INTERNAZIONALI TRA STATI. Peraltro, anche in uno schema relazionale strettamente ordoliberista, come quello di cui la UE é chiaramente diretta attrazione al di là delle fesserie che vengono raccontate, nessun ente sovranazionale, costruito in attuazione dei trattati, ha ricevuto in affidamento il potere di assegnare ruoli di verifica delle proprie clausole alle agenzie di rating private.

 

 

Il fatto che una agenzia di rating finanziario, privata, e quasi sempre in stato di conflitto di interesse con le grandi banche mondiali e con i grandi fondi di investimento, possa mettere in ginocchio uno stato di 60.000.000 di abitanti, con il secondo apparato produttivo manifatturiero d’europa, e con uno dei più alti livelli di risparmio privato, è una cosa che dovrebbe far fremere di indignazione chiunque, e dovrebbe far interrogare tutti sulla fine della democrazia come processo di autogoverno dei Popoli. È inaudito come tutti, dico tutti, i centri organizzati, e diffusi , del Potere reale del paese, economici , finanziari, editoriali, mediatici, istituzionali, tecnocratici, imprenditoriali, universitari, professionali, siano partiti compatti all’attacco del governo non appena è arrivato lo squillo di tromba della agenzia Moody. È arrivata una vera e propria chiamata alle armi, che non c’entra nulla né con l’antirazzismo, né tantomeno con l’antifascismo , ma puzza di in modo insopportabile di un Potere padronale ed imperiale che si muove per riaffermare un ordine minacciato. Guai ad una Sinistra che non riesca a leggere correttamente il senso reale di quello che sta accadendo.

Già le vendite allo scoperto sui titoli di stato e del debito pubblico sono un atto terroristico. Nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ci sono tutti, anche Russia e Cina, che questi tipi di attacchi li conoscono bene, perché ne hanno sventato insieme uno ancora più pesante sul Rublo 2 anni fa.

L’intervento di Moody serve proprio a favorire una forte speculazione successiva sui Bond del tesoro, attraverso una nuova ondata di vendite allo scoperto.

 

 

Per chi crede alla fandonia, strumentalmente diffusa dagli ascari del sistema finanziario, sui mercati che agirebbero in via libera e spontanea: i mercati vengono governati dai grandi fondi di investimento, azionari o obbligazionari, e dai fondi pensione, che rispondono in modo sistemico al sistema finanziario globale ed alle grandi banche di investimento. Gli operatori privati hanno un ruolo marginale e non incidono mai contro tendenza. Il lavoretto viene realizzato con il sistema delle vendite allo scoperto, realizzato attraverso lo schema della reiterazione veloce in via telematica degli ordini di borsa e con i riacquisti a gradi inferiori successivi, via via fino a sfondare le successive soglie di resistenza del titolo attaccato. Il gioco non funziona solo se entra in campo una forza che agisce al contrario. Come avvenne quando a salvare il rublo sotto attacco scesero in campo i cinesi. Se si crea un clima di opinione favorevole per queste entità finanziarie è semplice sventrare un titolo o un emissione obbligazionaria di stato, e soprattutto è assolutamente ed altamente remunerativo rientrare dalla vendita allo scoperto al ribasso sul titolo strapazzato in tal modo. In questo stesso modo viene innalzato in questi giorni lo spread dei nostri titoli di debito pubblico.

Siamo arrivati al punto che la Corte dei Conti, organo supremo della magistratura contabile, tradizionalmente non particolarmente solerte nel sanzionare, come suo compito, le illegittimità dei pubblici amministratori e funzionari che producono danni erariali, è divenuto, per grazia di Maastricht, un organo costituzionale deputato ad indicare gli indirizzi di politica economica, del governo e della maggioranza parlamentare che lo esprime. Questa è solo l’ultima delle tecnostrutture, siano esse istituzionali o economiche, che ormai è concentrata in toto a fare la guardia agli organi esecutivi o legislativi, espressione della sovranità popolare, per garantire e proteggere tutte le compatibilità strutturali delle loro attività con gli obiettivi e le regole finanziare dei due trattati istitutivi della UE a 22 stati, Maastricht e Lisbona.

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