Di Franco Bartolomei

 

I nostri compagni di Risorgimento Socialista che militano nella CGIL hanno partecipato all’elaborazione ed alla presentazione della mozione congressuale n° 2. L’obiettivo era portare nel dibattito una voce radicalmente critica su tutta la conduzione politica del più grande sindacato italiano, messa in atto negli ultimi 6 anni dalla segreteria Camusso e caratterizzata da una sostanziale resa dei lavoratori e dalla gravissima limitazione della loro autonomia contrattuale, i quali hanno anche contraddistinto l’azione dei governi Monti e Renzi.

La scelta di non contrastare frontalmente ne il Jobs Act ne la legge Fornero ha rappresentato un momento di frattura gravissima dei rapporti di classe e di massa che la CGIL ha sempre interpretato nella sua storia. I nostri compagni hanno ritenuto che la gravissima crisi di rappresentanza che sta ora attraversando la CGIL – in conseguenza di questa gestione deficitaria, subalterna e rinunciataria – di fronte alla violenta offensiva dei poteri finanziari, delle tecnocrazie europee e delle classi dirigenti, nonchè favorita e consolidata dalle politiche dei due governi costruiti con il contributo determinante del PD, non potesse essere affrontata chiudendo il dibattito su una mozione unica, stretta attorno alla segreteria uscente.

Questa soluzione, solo apparentemente unitaria ed ispirata da una logica di continuità burocratiche dei gruppi dirigenti, avrebbe rappresentato la rinuncia ad ogni serio processo autocritico e ad ogni tentativo di riprogettare una nuova iniziativa sindacale attorno ad un disegno di mutamento radicale del modello di sviluppo liberista del paese. Questo, è importante ricordarlo, risulta fondato sul recupero di una politica economica e sociale, liberata dai vincoli di Maastricht grazie ad una ripresa della sovranità e dell’autonomia costituzionale dei governi.

Il risultato politico raggiunto dalla mozione n° 2 rappresenta, al di là dei numeri, il successo di questa volontà di voltare radicalmente pagina nella CGIL.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>