Di Franco Bartolomei

 

L’attacco finanziario violentissimo continua imperterrito. L’attacco è al paese, non al governo, e serve non tanto per far cadere i giallo verdi, ma per ipotecare il quadro delle future scelte del governo economico e sociale di tutto il nostro paese.

Fate attenzione compagni, guardate alla sostanza delle cose! L’attacco attuale è la continuazione del primo attacco frontale alla lira impostato da Soros, che cancello l’idea di far sopravvivere la nostra moneta fuori dallo Sme e gestire in proprio il destino economico e sociale del paese nel nuovo scenario avviato dalla fine della divisione del mercato mondiale nell’89. Ed è una conseguenza diretta dello schema Monti imposto al paese con il suo commissariamento governativo del 2012, attuato anche allora con un assalto micidiale sugli spread, e non a caso scatta quando il governo mette mano e incrina le pietre angolari sistemiche adottate da quel governo su mandato del sistema finanziario e della BCE.

 

Compagni non scambiate lucciole per lanterne. L’attacco non avviene certo per le politiche leghiste sui flussi migratori, che anzi trovano un largo e spesso ipocrita consenso nelle tecnocrazie della UE, ma contro la possibilità perorata ed obiettivamente avviata seppur confusamente dai 5 stellini di modificare il modello sociale del paese. L’attacco avviene ora perché se un tipo di progetto non viene ucciso in culla porterà inevitabilmente a contestare Maastricht sul suo punto centrale, quello dell’impossibilità di realizzazione di un’autonoma politica di definizione del modello di riferimento economico e sociale da parte degli Stati, in pieno esercizio della propria piena sovranita’ costituzionale.

Questo attacco paradossalmente giova alla Lega che, fatto il pieno con le sue forzature muscolari sui migranti, si prepara a rimettere in piedi un accordo di centro destra di gestione liberista e nazionale del sistema, accettabilissimo dalla UE, ed a scivolare in tal modo via da destra da un fronte anti UE che comincia a diventare indigesto e rischioso per i suoi ceti imprenditoriali di riferimento.

 

 

Al contrario l’attacco è micidiale per i 5 stelle che non hanno, onestamente per loro scelta, una linea politica alternativa a quella del cambio di modello e vedono in questo governo lo strumento principe, costi quel che costi, per esprimere la loro autonomia politica per la realizzazione del loro programma elettorale. Una sinistra vera, ed antiliberista sul serio, combatte frontalmente la lega e contemporaneamente cerca di fornire una via di uscita ai 5 stelle, organizzandosi politicamente su una linea di alternativa di modello, chiaramente anti Maastricht, pronta a verificare in positivo le future scelte dei 5 stelle nella speranza che non si riproduca il quadro sciagurato del 2012, con il commissariamento del paese attraverso lo sfondamento dello spread dei suoi bond. Questo sarebbe un comportamento suicida, che la trasformerebbe in una cricchetta di collaborazionisti di una nuova Vichy.

  1. Piero Vasile says:

    Ma vergognatevi.
    Fate l’occhiolino ai 5 Stelle e avete il coraggio di considsrarvi di sinistra?
    Siete la rovina della sinistra.

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