Di Santo Prontera

 

La Banca centrale europea, dice J. E. Stiglitz, è l’istituzione più importante dell’Unione Europea ed essa utilizza <<la sua enorme influenza per raggiungere risultati che favoriscono le banche e i poteri forti all’interno dell’Unione europea a scapito dei cittadini comuni e dei paesi deboli>>.

Un esempio concreto a supporto dell’affermazione di Stiglitz è costituito dalla singolare funzione affidata dai Trattati alla Banca Centrale Europea. La Bce è chiamata a svolgere una sola funzione: mantenere la stabilità dei prezzi. Esula dal suo compito il problema dell’occupazione. Questo, invece, come visto sopra, è previsto per la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti. È un aspetto che la dice lunga sulle radici intenzionali di chi ha progettato l’Ue.

 

 

C’è inoltre da considerare un altro aspetto fondamentale. In base allo Statuto e per norma dei Trattati (ne abbiamo già parlato in altra occasione, ma repetita iuvant), la Bce non può prestare denaro agli Stati membri (che pur l’hanno creata), ma può prestarlo alle banche private. Gli Stati, se hanno bisogno di denaro, devono prenderlo in prestito dalle banche private. Insomma, il denaro fa questo giro: dalla Bce alle banche private (che lo prendono – a seconda dei periodi- a tassi bassissimi: 1 per cento o addirittura gratis) e poi da queste finisce agli Stati (che si sono autocostretti a pagare alle banche private fior di interessi: 4-6 per cento in media). Un simile stato di cose, negli ultimi anni, è costato all’Italia una cifra enorme: al momento viaggia intorno ad una media di circa 80 miliardi di euro l’anno per interessi (questo denaro è uscito dalle tasche dei cittadini ed è finito in gran parte nelle casse delle banche).

Se gli Stati, a norma di Statuto Bce e Trattati Ue, avessero lo stesso trattamento riservato alle banche private, e potessero quindi prendere denaro dalla Bce, l’Italia risparmierebbe montagne di euro. Tra il 1981 e il 2014 il nostro Paese ha pagato per interessi una cifra colossale. Insomma, le banche incassano e i cittadini pagano. Come dice Stiglitz (vedi sopra), si favoriscono <<le banche e i poteri forti all’interno dell’Unione europea a scapito dei cittadini comuni e dei paesi deboli>>.

 

 

Insomma, la Banca centrale europea è un bancomat quasi gratis per le banche ed un’istituzione che mette continuamente le mani nelle tasche dei cittadini.

Questo stato di cose non obbedisce alle leggi dell’economia; non è un dato scientifico; è solo il prodotto di un’ideologia –il neoliberismo- che, deformando i criteri economici, mira a impostare la società secondo i desiderata e gli interessi dello strato sociale più danaroso. Dagli anni Ottanta le disuguaglianze sociali sono cresciute e questo strato è diventato sempre più ricco in conseguenza di una distribuzione alla rovescia della ricchezza sociale: dal basso verso l’alto. Il neoliberismo e le politiche Ue funzionano come un Robin Hood alla rovescia: tolgono ai poveri per dare ai ricchi. È ovvio che simili politiche non potrebbero essere adottate se la stampa fosse veramente libera di informare sulla natura delle scelte economiche che vengono fatte nell’eurozona e, conseguentemente, negli Stati che ne fanno parte.

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