TARANTO: UN ACCORDO CHE SOVVERTE IL MODELLO LIBERISTA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI , E RIMETTE IN CAMPO IL SINDACATO .

 

Franco Bartolomei, coordinatore nazionale

Risorgimento Socialista

La conclusione dell’accordo tra il Governo, le rappresentanze sindacali aziendali e la grande impresa Indiana Arcelor Mittal, che ha rilevato la acciaieria ex Ilva di Taranto, segna una svolta di assoluta rilevanza nei rapporti economici e produttivi del paese, e nelle relazioni sindacali, che indica forse l ‘inizio della crisi del modello liberista .

L’ accordo, in cui oggettivamente il governo ha svolto una funzione di garanzia dei lavoratori, fissa alcuni punti che sovvertono le linee guida che il capitale va imponendo da anni nelle relazioni industriali.

In particolare torna a passare uno dei presupposti base di una politica economica nettamente antiliberista , quello per cui una ripresa produttiva ed un consolidamento della struttura industriale è direttamente proporzionale alla tenuta, se non all’espansione dei livelli occupazionali, in contemporanea alla tenuta dei livelli del salario reale dei dipendenti, ed alla più ampia garanzia dei diritti del lavoro e della rigidità del rapporto.

Questi punti chiave dell’ accordo stravolgono la pratica consolidata negli ultimi venti anni dei comportamenti tenuti verso i lavoratori e l’economia nazionale dalle imprese italiane e dalle grandi multinazionali legate a filo doppio al sistema finanziario globale ed ai suoi modelli di sviluppo: si tratta, per essere chiari, dell’esatto contrario rispetto a quello che fecero la FIAT del celebrato modello Marchionne, l’Electrolux, la Whirlpool, l’Alcoa.

Appare significativo che un accordo di tale spessore e qualità lo abbia assunto una grande impresa di livello mondiale, espressione di un paese BRICS, che opera in un settore “tradizionale ” delle filiere produttive , peraltro costretto in Occidente entro spazi produttivi obiettivamente difficili dal punto di vista della competitività, e che accettando questo tipo di modello di rapporto con i dipendenti, manda un messaggio di livello planetario, anche rivolto ai lavoratori dei paesi emergenti , a cominciare proprio dall’India, che costituisce un precedente importantissimo sulla riaffermazione di un modello di relazioni industriali di tipo rigorosamente Keynesiano.

 

Rispetto all’autentico macello imposto alla salute dei cittadini di Taranto e quindi alla tutela dell’ambiente, restano le enormi responsabilità di ILVA, con la sistematica corruzione verso chi doveva vigilare e le complicità di cui la famiglia Riva ha goduto nel sistema politico della Seconda Repubblica.

 

L’accordo non chiude affatto la questione delle bonifiche ambientali, e soprattutto la Arcelor non potrà più influenzare così pesantemente chi deve vigilare, ora che la competenza sui controlli fa capo direttamente al Governo, con la creazione di un organismo di controllo ad hoc nel ministero dell’Ambiente e l’anticipo della bonifica all’aprile 2019 con fortissime penali in caso di inadempienza.

Tutt’altro che cancellare il problema, esistono ora condizioni migliori per affrontarlo molto più seriamente che in passato: la magistratura in particolare, con questo accordo, non vede pregiudicata in nulla la propria funzione di controllo e repressione dei reati ambientali .

Se a partire dai grandi risultati ottenuti con questo accordo la sinistra antiliberista ed alternativa si pone nelle condizioni di trarne, con coraggio e lucidità, le dovute indicazioni di analisi e di azione, potrebbe aprirsi una nuova fase generalizzata di ripresa di coscienza antagonista e di iniziativa dell’ intero mondo del lavoro dipendente per un nuovo modello di sviluppo, e per la ricostruzione di una nuova centralità del lavoro nei rapporti produttivi e nei processi decisionali collettivi.

 

Un sindacato che ha di nuovo di fronte a se in termini concreti una prospettiva di questo tipo, può tornare ad essere un soggetto in grado di esprimere una rappresentanza reale, ed il mondo del lavoro può tornare ad essere un soggetto protagonista nei rapporti sociali.

 

Leggi anche: Il comunicato stampa dell’USB – Unione Sindacale di Base – sull’accordo ILVA

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