Alberto Benzoni parteciperà il prossimo 08 settembre all’assemblea “Dalla parte del lavoro”, con cui si costituirà l’associazione “Patria e Costituzione” promossa da Stefano Fassina: Benzoni porterà all’assemblea i saluti del movimento per il Risorgimento Socialista, nello spirito del documento della nostra Direzione Nazionale approvato lo scorso 01 Luglio, e che promuove la convergenza in un fronte ampio e plurale della Sinistra di Classe, come Potere al Popolo e il PCI, e del Sovranismo Costituzionale.

Di seguito, pubblichiamo il testo del suo intervento.

Cari compagni

so di sfondare una porta aperta.

Ma è bene ricordare qui che la nostra discussione non è accademica. Non stiamo a cercare la formula elegante che ci permetta di essere sovranisti senza dichiararlo. Perchè questa scelta è per noi obbligata. Nè stiamo discutendo a futura memoria. Perchè la casa brucia e perchè sono gli stessi piromani, trasformati in vigli del fuoco a ricordarcelo. Le nostre scelte di oggi non possono rimanere fine a sè stesse: perchè le elezioni europee, oramai alle porte si tradurranno fatalmente in un totale stravolgimento degli schieramenti esistenti.

Proprio in questi giorni siamo di fronte ad un’offerta che non possiamo non rifiutare: quella di partecipare alla crociata lanciata dalle èlites  contro i “nuovi barbari nazional-populisti“; una crociata per la quale, sicuramente ma non solo in Italia, molti, sia nel Pd che alla sua sinistra, si sono già prenotati; magari alla pura e semplice condizione di potere partecipare alla marcia sotto le proprie bandiere e cantando i propri inni. Ma rifiutare non basta. occorrerà aggiungere almeno due cose.

La prima è che non siamo in presenza di singoli barbari ma di una generale barbarie.

Che è quella dell’attuale disordine mondiale: più disuguaglianze, meno democrazia, più pericoli di guerra alimentati dall’impazzimento generale della leadership americana, più guerre condotte in tutte le forme e con tutti mezzi ad eccezione dello scontro militare aperto.

La seconda è che c’è un legame diretto tra la barbarie che domina e la scomparsa della sinistra, nelle due versioni in cui si è manifestata da centocinquanta anni a questa parte: quella socialista e, cinquant’anni dopo, quella comunista.

Una scomparsa in cui i suoi rappresentanti hanno contribuito in modo decisivo: chi facendo proprie, senza se e senza ma, le ragioni dei vincitori, come gli eredi dei partiti italiani e dei partiti dell’est; che, invece, rimanendo socialisti ma dimenticandosi, in maggiore o minor misura, delle ragioni del socialismo.

E’ in Italia che il processo è giunto, da subito, sino ai suoi limiti estremi; cancellando , dai primi anni novanta in poi, e il nome e la cosa. E, non a caso, è proprio in Italia che la barbarie, e cioè la disgregazione/degenerazione dello stato, del confronto politico, del corpo sociale e civile è anch’essa giunta sino a livelli estremi.

Chi vi parla è il primo a pensare che il nome non abbia, qui e oggi, un qualche rapporto con la cosa.

Se sono stato,qualche tempo fa, tra i soci fondatori di Risorgimento socialista, cui mi onoro di appartenere, è perchè pensavo e penso che il socialismo, leggi la critica permanente del capitalismo e dell’ordine esistente e, insieme, l’emancipazione dei lavoratori da parte dei lavoratori stessi appartenga a tutti coloro che ne hanno bisogno e lottano in suo nome.

E quindi anche a voi; anche si tratta di un’evidenza che, chissà, perchè, stentiamo ad ammettere.

Se così è, lo schieramento che si opporrà sia alle èlites che al populismo di destra dovrà essere largo: non solo nella sua composizione ( non abbiamo bisogno di avanguardie ma di fronti) sia nelle sue prospettive: lottiamo in un’ottica inter-nazionalista; lottiamo contro questa Europa  che non potrà mai diventare “più”in nome di un’Europa radicalmente diversa.

 

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