Il Risorgimento Socialista esprime la sua solidarietà a Rafael Correa, già Presidente della Repubblica dell’Ecuador, per l’infame accusa che la Procura ecuadoregna gli ha scagliato addosso.

Per 10 anni, dal 2007 al 2017, Rafael Correa ha portato avanti la sua Revolucion Ciudadana: un processo di liberazione economica e sociale, che ha permesso all’Ecuador di ottenere crescita economica, uguaglianza sociale e partecipazione popolare.

Una esperienza di socialismo concreto, con risultati in termini di sviluppo umano e di benessere riconosciuti dalle stesse organizzazioni economiche e finanziarie internazionali, e che ha spezzato la sudditanza dell’Ecuador alle oligarchie e all’influenza degli Stati Uniti, come parte di quel più ampio movimento di popoli verso il riscatto animato da Chavez, Lula, Morales, Kirchner.

Correa è un uomo troppo coerente, per non essere scomodo: e quando il suo successore, Lenin Moreno, ha iniziatgo a svendere i principi della Revolucion per riavvicinarsi agli USA e alle forze conservatrici, lo ha denunciato senza sconti.

La risposta è stata l’arresto del vicepresidente Jorge Glas, con l’accusa di essere un corrotto: oggi, giudici ammaestrati puntano direttamente al vero obiettivo, e accusano Correa di aver ordinato il fallito rapimento di un suo oppositore politico nel 2012.

Risorgimento Socialista è già coinvolta nella campagna internazionale in difesa di Jorge Glas, e ora non ha paura di schierarsi dalla parte di Rafael Correa.

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscere il Presidente Correa, venuto proprio a Roma lo scorso 17 maggio per raccontarci della sua battaglia contro la liquidazione della Revolucion e la persecuzione giudiziaria di Glas.

Contro Correa oggi, come è già accaduto a Lula e a Dilma, si usa l’arma giudiziaria per liquidare i dirigenti del socialismo.Una versione civilizzata del Piano Condor, adatta per luoghi in cui le squadracce non sono più presentabili.

Noi socialisti sappiamo da che parte stare: quella dei popoli dell’America Latina che, grazie alle lotte di Chavez, Lula e Dilma, Nestor e Cristina Kirchner, Morales e Correa, percorrono il cammino della liberazione nazionale e dell’uguaglianza sociale.

La giustizia a orologeria non può fermare il progresso: Adelante, companero Rafael!

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