Dal profilo Facebook di Simone Regazzoni

 

Bisogna al più presto fare chiarezza sulla piega “resistenza per fighetti” che ha preso la comunicazione politica mainstream a sinistra, e che rimbalza sui social: un grottesco remake della strategia antiberlusconiana che consegnò l’Italia a Berlusconi per 20 anni.

Se pensate sia giusto parlare oggi di uomini e non di evocare la resistenza contro il rischio di un nuovo fascismo, è tempo che prendiate il servizio buono per le cene salottiere, tutti i numeri dell’Espresso, un libro a caso di Saviano, abiti coloratissimi e Calenda vestito come Fantozzi all’apertura della caccia e saliate in montagna per difendere la democrazia.

 

 

Se così non è, e quelle parole sono usate ad minchiam e hanno bisogno ogni volta di essere attenuate e spiegate (“resistenza sì, ma morale che posso fare da casa o in vacanza con un post”; “fascismo sì, ma quello interiore di Foucault che posso combattere frequentando salotti buoni”) allora smettetela subito, perché il ridicolo in politica non è una virtù. Ogni volta che vi viene voglia di dire “fascismo” perché qualcuno dice qualcosa con cui siete in disaccordo (è questa oggi la definizione di fascismo) dite “fagiano” e il vostro discorso risulterà molto più credibile.

Se siamo al punto in cui siamo è anche perché c’è una profonda irritazione da parte dei cittadini per quello che potremmo chiamare “il discorso dei fighetti”, un impasto di cultura media, retorica pseudo umanitaria, figure mediocri che parlano come vati.

Questo discorso oggi, condensato di aspirazioni e frustrazioni piccolo borghesi, va spazzato via insieme ai suoi rappresentati. Altrimenti nessuna seria risposta a ciò che sta accadendo sarà possibile.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>