ARCANA IMPERII AN RENOVATIO SAECULI?

Di Gaetano Colantuono

1. Lo stallo post-elettorale nella formazione di un governo con relativa maggioranza non è una peculiarità della situazione italiana. Avrebbe già dovuto presentarsi 5 anni fa se non fosse intervenuta la divisione furbesca di pezzi del gruppo berlusconiano. Stavolta, anzi, il tasso di trasformismo è ridotto. Notevolmente. E anche questo pare uno dei meriti – non riconosciuti – dell’ascesa di “deputati novi” grazie ai 5stelle. La scomparsa di Alfano, Verdini, e altri “responsabili” non può essere archiviata come semplice curiosità.

 

 

2. Può essere considerata peculiare il potenziale conflitto istituzionale fra la (legittima ancorché sgradevole) maggioranza parlamentare e il presidente della Repubblica? Anche in questo caso, se si pensa alle ripetute forzature dei regolamenti delle camere e allo scarso rispetto delle istituzioni mostrati dalla precedente maggioranza pdiota, lo scenario è diverso solo per un aspetto: stavolta il Presidente non “copre” ma anzi fa resistenza. Su un nome, su un possibile elemento politico futuro; non su violazioni palesi e già avvenute. Spiace dirlo, ma chi è nel torto è il Presidente (da me rispettato), non la maggioranza (da me avversata). Le annotazione di Massimo Villone, oggi sul manifesto, sono del tutto condivisibili.

3. Lo scenario di elezioni autunnali non deve alimentare, nella sinistra popolare e antiliberista, facili entusiasmi. è verosimile che Potere al popolo, grazie alla propria tenacia nel radicamento territoriale e alla qualità dei propri attivisti possa aumentare in termini di voti. Solo che stavolta, come ribadito, non è questione di 3%. Ma di un insediamento sociale che parta dalle lotte sparse e dalle vertenze sindacali e giunga alle varie sedi della rappresentanza politica. E ritorno.

 

 

4. Guardiamo al nucleo (malcelato) del potere politico in Italia. Siamo passati dall’azienda-che-si-è-fatta-partito (Mediaset-FI) al comitato d’affari della banda dei tosco-emiliani (PD e gruppi satelliti), per arrivare alla proiezione nazionale degli interessi della rete imprenditoriale del Nord-est (Lega) e al non-partito basato su un’impresa telematica (5stelle). A restare scoperto, privo di rappresentanza politica è ancora una volta il mondo dei lavoratori e delle lavoratrici.

5. Qui, probabilmente, è il nodo da sciogliere della “seconda repubblica”: Maggioritario che produceva un fittizio bipolarismo, parametri di Maastricht che nei suoi effetti ha prodotto un tappo del sistema-paese, infine l’assenza di un partito di riferimento (sotto forma di tutela, formazione, sviluppo) del mondo dei lavoratori.

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