Silvio Trentin, partigiano e federalista

Silvio Trentin, partigiano e federalista

 

Rispetto al dibattito aperto dal compagno Alberto Benzoni sul tema del sovranismo, un contributo del compagno Fabio Cannizzaro, coordinatore regionale di Risorgimento Socialista della Sicilia, che affianca alla discussione sul recupero della sovranità nazionale la riflessione sul tema del federalismo, dal livello regionale a quello europeo.

Un’alternativa socialista al sovranismo è possibile.

Non è tanto l’equiparazione a Grillo e/o Salvini, vista la sua evidente portata tattica, che deve preoccuparci, come socialisti di sinistra, quanto la portata del ragionamento che taluni compagni sembrano non cogliere nelle evidenti implicazioni connesse. Non ci convince l’idea, da taluni sostenuta, che il sovranismo, costituzionale e no, sia la soluzione, una sorta di panacea.

Accettare l’analisi significherebbe sottovalutare la pericolosità di una simile posizione, ovvero il fatto che non è attraverso il sostegno allo Stato Nazione centrale che si ci oppone logicamente alla riduzione dei diritti di libertà e di democrazia e all’ordoliberismo globalizzato e eurocratizzato. È questa comunque , si badi, una posizione lecita che però, a nostro avviso, come socialisti di sinistra siciliani, affonda le sue ragioni in un mero assioma, indimostrato poiché indimostrabile.

La lotta al neoliberismo passa semmai per l’ampliamento, questo sì costituzionalizzato, degli spazi di libertà e democrazia. Capovolgendo il ragionamento si deve essere federalisti, in una ottica socialista, di sinistra, di classe senza paura di essere equiparati a Salvini e seguaci, ma richiamandoci ai Fasci siciliani dei lavoratori, a Silvio Trentin, a Mario Alberto Rollier e tanti altri. Già in passato il socialismo, la sinistra hanno compiuto l’errore politico storico di non considerare la riforma della forma Stato fondamentale per il futuro dei lavoratori. Occorre non ripetere serialmente errori già compiuti, il cui prezzo hanno pagato e continuano a pagare le masse popolari.

Non abbiamo difficoltà come socialisti siciliani di sinistra a lottare per una nuova sinistra costituzionalista, internazionalista, pacifista e federalista che sappia però apertamente porre, senza equivocità la differenza tra patriottismo e patriottardismo neo centralista e post risorgimentale.

Concordiamo tuttavia con il compagno Benzoni quando afferma che queste siano questioni di vita o di morte per la nostra organizzazione, per la sinistra d’alternativa, per il Paese, per i Territori. Socialismo Sempre!

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