Di Alberto Benzoni

 

D. Pensavamo che si fosse ritirato dalla vita politica attiva, limitandosi come Tony Blair a rilasciare interviste…
R. Alt, per favore. Io concedo interviste, quando mi va e per soldi. Lui va in giro a cercare consulenze, a quanto mi risulta irrilevanti quanto ben pagate, e non si rassegna ad essere fuori dal gioco politico
D. Ma, a quanto mi risulta, qualche consiglio gratuito lo da ancora…
R. Purtroppo sì. Vedevo in Trump un politico realista e fuori dagli schemi, come era stato Nixon. E allora mi sono permesso di consigliargli una ripresa del dialogo con Mosca: un’intesa sull’Ucraina che salvaguardasse gli interessi vitali di tutte le parti in causa, un accordo sul Medio oriente che ci evitasse di correre sempre dietro al primo provocatore di passaggio e, perchè no, la collaborazione di Mosca nel costruire un “modus vivendi” con la Cina. Ma la cosa è trapelata, e abbiamo avuto il Russiagate, con gli annessi e connessi
D. Per la verità ci ha stupito un pò, e uso un eufemismo, il vedere che i democratici di quà e di là dell’Atlantico, abbiano avuto e abbiano ancora un ruolo di primo piano in questa vicenda.
R. Mi meraviglio della sua meraviglia. E le faccio notare che quasi tutte le guerre iniziate dagli Stati uniti da più di cent’anni a questa parte, sono state avviate da presidenti democratici…
D. Ma i valori…
R. Glieli raccomando i valori. Come Lei sa, io ho la nomea di conservatore cinico e spietato. Ma, almeno in un certo senso, lo considero un complimento. Perchè i conservatori cinici le guerre le fanno solo quando sono in gioco gli interessi vitali del paese. Mentre gli “idealisti” (e ce ne sono anche troppi in giro) le fanno e continueranno sempre a farle in nome dei Valori, delle Missioni, dei Diritti umani, insomma del Bene contro il Male, senza chiedersi, neppure per un secondo, se queste categorie esistano in assoluto o non siano invece manipolate in nome della nostra visione del mondo. E, aggiungo, per sua norma e regola, che le guerre iniziate dai democratici sono quasi sempre terminate dai repubblicani, o almeno da quelli della scuola cui appartengo
D. Ma oggi…
R. Oggi, ne convengo, non è più così. Ma perchè è il partito repubblicano, oltretutto governato da fanatici, ad aver adottato il messianismo dei democratici. Pensi per un attimo alla guerra del 2003. Voi l’avete descritta come guerra per il petrolio. Balle, se volevamo il petrolio, bastava mettersi d’accordo con Saddam o con qualcuno dei suoi generali. Ma no, volevamo portare la democrazia: al punto di occupare il paese con scarsissimi effettivi e da stupirci perchè non c’erano folle che ci applaudissero
D. Tutto ciò ci riconduce alla Siria.
R. Certo. Anche perchè nella situazione siriana le categorie di “Buoni e cattivi” non hanno alcun senso e, se usate, ci portano al disastro.
D. Perchè sono tutti cattivi ?
R. No. Semmai perchè non ci sono i Buoni. Ad un punto tale che siamo stati costretti ad abbandonare, uno dopo l’altro, quelli che avevamo “nominato”: i democratici siriani perchè travolti dalla guerra civile, i sunniti perchè assorbiti da al Qaeda e dall’Isis, i curdi perchè il loro disegno statuale è contrastato, insieme da Siria e Iraq, Turchia e Iran
D. Ma il diritto…
R. Qui non stiamo parlando di diritti e di ideali ma di ciò che è reale e possibile. E aggiungo, per rimanere in argomento, che Israele e Arabia saudita vanno difesi non perchè sono Buoni ma perchè sono i nostri alleati storici nell’area, e attenzione, non sino al punto di farci dettare “la linea” da loro.
D. Ma veniamo ai “cattivi”. A cominciare da Assad e dall’uso delle armi chimiche…
R. Delle armi chimiche non saprei che dirle. Anzi, mi permetto di aggiungere che l’argomento non mi appassiona. Anche perchè, proprio in questo momento, sono a rischio le vite di moltissime persone, dallo Yemen all’Afghanistan, e non penso che queste provino un particolare piacere nell’essere uccise da una bomba intelligente piuttosto che da un gas. Quello che mi appassiona, quello che ritengo intollerabile è la pretesa del regime siriano di continuare il conflitto sino alla conquista di un potere totale, in quasi tutto il paese. Questo non deve accadere, anzi, deve cessare qui ed ora..
D. Allora guerra totale contro un regime criminale ?
R.Assolutamente no. Al contrario negoziato totale che obblighi russi e iraniani a moderare le pretese dei loro protetti: Assad parte essenziale del confronto e non padrone solitario, l’Iran ricondotto e garantito all’interno dei suoi confini così come Hazbollah, i curdi sicuri della loro autonomia così da rinunciare alla loro componente militarista, e così via.
D. Un obbiettivo ambizioso e difficilissimo da raggiungere, ma anche lontano nel tempo.
R. Certamente. Soprattutto in un Medio oriente dove è impossibile chiedere alle parti in causa di rinunciare alle loro pretese storiche, e dove l’alternativa è tra l’avere tutto e il perdere tutto. Oggi, l’essenziale è fare scendere la febbre, per la guarigione ci vorrà del tempo.
D. Quello che Lei propone presuppone un mutamento di approccio: dalla politica come crociata alla realpolitik.
R: Esattamente. Non a caso ho la tessera num.1 del “partito westfaliano”. Nel nome di quella classe dirigente europea che dopo aver dato luogo, in nome del conflitto religioso, alla guerra dei trent’anni, la più micidiale e distruttiva che la storia ricordi, seppe chiuderla con un accordo che, mettendo da parte ideologie e crociate, lasciava tutti sulle posizioni acquisite.
D. Ma chi e dove sono oggi i westfaliani ?
R. Io penso che ce ne siano molti, almeno in pectore. E spero che abbiano il coraggio di manifestarsi. Specie tra quelli che vogliono “cambiare il mondo”. Io non penso proprio di poter essere accusato di nutrire simpatie nei vostri confronti
D. E la cosa è reciproca…
R. …ma tengo comunque a dirvi che senza il nostro contributo, e cioè in un mondo dominato ancora dallo spirito di crociata, non avete alcuna possibilità di portare avanti le vostre idee
D. Un consiglio non richiesto..
R. Un consiglio assolutamente gratuito, perciò degno di essere preso in considerazione

 

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