Ce lo chiede l’Europa! di Alberto Benzoni

Meglio non dirlo troppo spesso e troppo apertamente; ma tutto lascia pensare che si tratti dell’art.1 della costituzione materiale della seconda repubblica. Un articolo, in nome del quale scattiamo automaticamente sull’attenti e diciamo “obbedisco”, nelle nostre scelte interne ed internazionali, rispetto ad ogni comando e/o sollecitazione ci venga dal mondo esterno con un nome e cognome o anche senza.

Ora la mia impressione è che il nostro zelo ci abbia spinto troppo oltre, fino ad apparire come vera e propria “cupidigia di servilismo” (Vittorio Emanuele Orlando dixit); e sino al punto di andare oltre al semplice rispetto dei vincoli formali cui siamo assoggettati dai trattati o delle decisioni collettive di cui siamo stati partecipi. Così nessuno ci obbligava ad entrare precipitosamente nell’euro accettando a scatola chiusa vincoli e parametri (vincoli e parametri a loro volta costruiti per indurre la Germania a rinunciare al marco).

Così non stava scritto da nessuna parte che il divieto degli aiuti di stato implicasse anche la svendita dell’Iri a prezzi di saldo; o che la una politica rigorosa di bilancio dovesse essere affidata a tagli selvaggi nelle spese senza alcun recupero delle entrate O che fosse necessario introdurre il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione; o accettare cervellotici impegni per la riduzione del nostro debito.. O ancora che il nostro paese fosse oggetto di occhiuta e ostile sorveglianza mentre a Francia e Germania veniva regolarmente consentito di evadere ai loro obblighi. O, infine, che i trattati non possano essere rimessi in discussione quando ci danneggiano (vedi Dublino) ma invece possono essere “sospesi”quando danno fastidio ad altri (vedi Schengen).

E, già che ci siamo, chi, quando e dove ha deciso che la dottrina Nato dovesse rimanere inalterata anzi resa potenzialmente aggressiva dopo la caduta del muro di Berlino, la dissoluzione del campo socialista e il ritiro della Russia europea nelle frontiere del sei/settecento? E, ancora, chi ci obbligava a seguire le isterie anglosassoni sulle “interferenze”fino alla volgare farsa dell’espulsione dei diplomatici? O a piegarci vergognosamente ai veti minacciosi di Netanyahu sino a rinunciare, anche in sede parlamentare, a prendere in esame il riconoscimento dello stato palestinese?

Non esprimiamo opinioni. Stiamo facendo delle constatazioni. Aggiungendone una finale e complessiva. E la constatazione è che “chi pecora si fa, lupo se lo mangia”. E cioè che, la nostra subalernità non è stata affatto pagante.

E non è stata pagante, nonostante tutti i nostri sforzi perchè veniamo considerati sempre come l’uomo malato dell’Europa. Perchè siamo la vittima designata non solo dell’Europa delle istituzioni ma anche di quella degli stati; (e parliamo, in particolare, della Francia libera di scorrazzare a piacere nel nostro sistema industriale e al di là delle nostre frontiere, salvo a richiamarci all’ordine quando ci “allarghiamo troppo”; vedi Libia, vedi Niger). E perchè le politiche economiche, estere e di difesa, frutto di puri e semplici rapporti di forza vanno regolarmente a detrimento dei nostri interessi nazionali; quegli interessi nazionali la cui difesa coraggiosa da parte del primo e ultimo “sovranista”del nostro paese, Bettino Craxi, è costata carissima lui e al nostro paese.

E qui qualcosa va detta, sia pure in estrema sintesi, sulla classe dirigente della seconda repubblica e sulle ragioni della sua subalternità. Da una parte abbiamo Berlusconi; che è subalterno: perchè, come sottolineano a più riprese i documenti diplomatici Usa, è sempre ricattabile. Dall’altra abbiamo il Pd che, invece, è subalterno per convinzione. Perchè il fattore E (a differenza del fattore K) gli garantisce l’entrata nel salotti dove c’è il potere ma anche il politicamente corretto; perchè è pentito e si vergogna delle sue precedenti scorrerie antiamericane e “terzomondiste”(e in generale di tutto il suo passato); perchè vede, esattamente come il partito di Repubblica, l’Europa non come un campo su cui agire o come una risorsa oggettiva ma un modello cui fare riferimento per curare tutti i nostri vizi pubblici; perchè, al dunque, pensa di potere sempre usare Bruxelles o magari anche i mercati come clava per colpire e rimettere al loro posto tutti gli “irregolari”, ieri il governo Berlusconi oggi i “populisti”.

Tutto questo è diventato, con l’andare del tempo, una seconda natura, un percorso senza ritorno. Che ha fatto del Pds/Pd il campione dell’ortodossia economico-finanziaria, dell’interventismo democratico anche senza l’avallo dell’Onu e, nel contempo, la forza politica più passiva e subalterna di fronte alle offese e alle pretese dei vari padroni del vapore. Così è e così sarà; anche perchè così vogliono che sia i suoi elettori.

Ed è per questo che qualsiasi sinistra degna di questo nome dovrà per forza essere “sovranista; perchè non esiste alcuna possibilità di cambiare le cose ( per quanto ci riguarda nel senso dell’attuazione della Costituzione ) se questo diritto/dovere non viene esplicitamente rivendicato.

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