Polonia: destra populista antirussa e antieuropea

ITALIA E POLONIA: OVVERO LA PARABOLA DEL FIGLIO UBBIDIENTE E DEL FIGLIOL PRODIGO

(CON UNA VARIANTE FINALE)

Polonia: destra populista antirussa e antieuropea

di Alberto Benzoni

L’Italia, o almeno quella della seconda repubblica, è senza dubbio figlio ubbidiente: dell’Europa, degli Stati Uniti e, soprattutto, dell’economicamente e/o politicamente corretto. Ha aderito a Maastricht e poi all’euro senza “guardarci dentro“; in sostanza in nome di un dovere da adempiere.

Allo stesso modo, ha sempre consideratole continue interferenze esterne, di sotegno e/o di biasimo nei confronti delle sue scelte come un atto dovuto, se non opportuno. Nella stessa logica ha invocato sì scappatoie, esenzioni rispetto ai vincoli imposti dalla politica di austerity; ma senza mai contestarne la legittimità o praticare una qualsivoglia insubordinazione. Mentre sul piano politico-militare si è accodata a tutte le avventure, quasi sempre sconsiderate, che le venivano proposte al di là di qualsiasi legittimazione internazionale: dalla guerra nel Kosovo al dopoguerra iracheno, dalla disastrosa avventura libica sino all’invio di truppe nell’intero globo terracqueo, che si tratti di Estonia o di Niger.

Lascio ora ai nostri costutuzionalisti lo stabilire  come tutto ciò sia compatibile con la nostra Legge fondamentale. Per domandarmi, più prosaicamente, se e come cotanto zelo suia stato premiato.

La mia sensazione è che non sia stato stato affatto premiato. Al contrario.

Rimaniamo agli occhi dei moralisti berlinesi o brussellesi pataccari inaffidabili da tenere sotto sorveglianza e da ammonire ripetutamente, quasi che il nostro paese fosse sotto libertà vigilata. Non abbiamo alleati in Europa: e quelli che ci dicono paroline dolci, come i francesi, ci remano contro in Libia e ci pappano le imprese giorno dopo giorno. Subiamo una politica economica, quella dettata dai tedeschi, che ci dannegggia e per i vincoli che propone e per quelli che non si sogna nemmeno di imporre.

Subiamo una politica estera e militare, quella dettata dalla Nato e dall’asse Stati Uniti-Gran Bretagna e paesi dell’Est,non solo in radicale contrasto con i nostri interessi nazionali ma anche suscettibile di mettere a repentaglio la pace nel mondo. Mentre un’area di vitale importanza per noi- quella del Mediterraneo e del Medio oriente vive in un caos che anche l’Occidente ha contribuito  creare.

Insomma l’essere il figlio ubbidiente non ci ha giovato tanto. A meno di contentarci dei gesti e delle parole di apprezzamento di cui sono, di volta in volta, gratificati i nostri governanti.

Guardiamo ora alla Polonia. Chiamarla figliol prodigo è un pò azzardato; semmai figlio rapito dall’Urss nel dopoguerra e ora ritrovato. In ogni caso non certo figlio pentito; perchè, una volta tornato tra noi è ritornato alla sua antica vocazione.

Primo, il nazionalismo, identitario e non solo. C’è, essenzialmente per questo motivo, il rifiuto dei migranti; ma c’anche la rivendicazione dela cattolicità come elemento centrale della comunità in radicale opposizione al cosmopolitismo corruttore dell’occidente. C’è un programmato contrasto alle interferenze straniere che non è solo culturale (caso Soros) ma anche economico (politica di redistribuzione fortemente marcata, dalla sovvenzione alle famiglie all’abbassamento dell’età pensionabile; rilancio dell’altrove deprecata politica industriale con la rinazionalizzazione delle imprese strategiche e con l’apertura selettiva all’investimento estero).

C’è, infine, un disegno politico tra l’altro formalmente avallato dagli Stati Uniti, insieme, antirusso, antitesco e anti europeo, attraverso la creazione di uno spazio politico ed economico che separi l’Europa dalla Russia e che limiti il ruolo di Berlino e dell’Europa occidentale nella regione. Il tutto, con il consenso della stragrande maggioranza della popolazione ( favorito anche da un’economia che continua a viaggiare a ritmi del 4% annuo.

Ci sarebbe, allora, da attendersi una qualche reazione da parte dell’Europa.

E invece ( quasi) nulla. Deplorazioni, quante ne volete; e qualche richiamo all’ordine. Oltre, non si va. e di sanzioni neanche a parlarne. Perchè ? Perchè tutta questa attenzione occhiuta nei confronti dell’Italia e tanta esibita impotenza nei confronti di un figlio tutt’altro che pentito ?

Ci sono diverse spiegazioni possibili. Ma che si possono riassumere in una sola. Nel fatto che l’Europa non esiste; o meglio esiste solo come progetto economico. Nel caso specifico la Polonia non fa parte dell’euro e quindi è inattaccabile: nè dagli eurocrati perchè non è tenuta a rispettarne le regole e nemmeno dai “mercati”perchè la sua econima è a posto.  Mentre, politicamente, è al riparo; perchè le regole europee consentono anzi esigono di colpire i reati economici; mentre non esistono strumenti per punire quelli culturali e politici.

Nemmeno nel caso estremo di aperta violazione di impegni europei come nel caso della “redistribuzione dei migranti”.

E fermiamoci qui. Perchè la nostra parabola ha due morali. La prima, che ci riguarda direttamente, ha a che fare con la questione della sovranità; e con il primo requisito per vederla rispettata è di difenderla. La seconda ha a che fare con l’Europa: e con il fatto che l’assenza di qualsiasi disegno politico e di sicurezza che la contraddistingue rischia fortemente di essere colmata da altri: e cioè dall’asse Washington-Varsavia costruito, ripetiamolo ancora, in funzione antirussa ma anche antieuropea e antitedesca.

Abbiamo di fronte a noi un baratro. Ma non ce ne accorgiamo. Perchè siamo intenti a combattere il fantomatico populismo.

Mentre in Germania il rinnovato matrimonio tra Cdu/Csu e socialisti non ha alcuna indicazione in materia di politica estera…

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