“J.F.K. Files”: la CIA e la Mafia contro Fidel Castro

di Maddalena Celano

Questo 21 ottobre 2017, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la pubblicazione di oltre 2.800 file segreti sulla morte dell’ex presidente John F. Kennedy (JFK), assassinato nel 1963, durante una visita alla città di Dallas, nello stato americano del Texas.

Alcune delle informazioni contenute in documenti riservati sulla morte del presidente John F. Kennedy, desegretati e pubblicati questo mercoledì 25 ottobre 2017 negli Stati Uniti, affermano che la CIA abbia tentato di assumere la mafia italo-americana per assassinare l’ allora presidente cubano Fidel Castro: le informazioni provengono dalla rete televisiva CNN.

Sam Giancana, il boss della mafia che doveva uccidere Castro

Sam Giancana

CIA e mafia italo-americana: complici contro Cuba

Si tratta di documenti che risalgono dal 1961 al 1963, anno della sua morte: la relazione informa che Robert Kennedy, allora procuratore generale americano e fratello del presidente americano, chiese alla CIA di assumere un intermediario “per avvicinarsi a Sam Giancana con una proposta di pagare 150.000 dollari per assoldare un killer per entrare a Cuba e uccidere Castro“. 

In cambio, Giancana aveva chiesto alla CIA di aiutarlo a mettere un apparecchio d’ascolto nella stanza di una ballerina di Las Vegas che si credeva amante di Fidel Castro. Altre possibili idee per l’eliminazione del leader comunista – che aveva una passione per le immersioni – includevano la contaminazione del suo abito da immersione con batteri che causano malattie o facendo esplodere una conchiglia con una bomba. Il piano venne scartato quando si verificò che “non c’erano conchiglie, nell’area caraibica, abbastanza grandi da contenere una quantità soddisfacente di esplosivi“.

Robert Kennedy aveva chiaro come questo piano avrebbe reso difficile perseguire Giancana, membro della nota mafia siciliana: l‘avvocato generale di Kennedy dissentiva sull’utilizzo di membri della mafia, senza prima consultare il Dipartimento di Giustizia, si dichiara nel documento.

La CNN riferisce inoltre che gli Stati Uniti tentarono di sabotare le forniture tecnologiche destinate a Cuba: il generale Marshall Carter dichiarò il 14 settembre 1962, “che la CIA esaminerà le possibilità di sabotaggio di parti aeree che sono previste per essere spedite dal Canada a Cuba“.

Attraverso il sito web dell’Archivio Nazionale degli Stati Uniti, sono stati rivelati altri dettagli sui tentativi di assassinare il leader cubano Fidel Castro: secondo una relazione del 1975, i piani della CIA, includevano alcuni contatti con elementi della criminalità organizzata italo-americana, per eseguire l’assassinio di Fidel Castro.

I metodi considerati dall’agenzia statunitense erano “il veleno, le pillole di botulino e l’utilizzo di gruppi cubani in esilio“, dice il documento. Secondo un altro fascicolo del 1975, la CIA ha tentato di assassinare l’uomo che ha guidato la rivoluzione cubanagià nel 1959 o nel 1960“, nello stesso periodo in cui gli Stati Uniti hanno cominciato a orchestrare preparativi per l’intervento militare fallito su Playa Giron, Baia dei Porci, tenutosi nell’aprile del 1961. 

Un altro memorandum dell’FBI, datato 26 febbraio 1964, rivela i dettagli di una riunione in Florida, dove i funzionari statunitensi hanno accettato di assegnare 100.000 dollari per l’assassinio di Fidel Castro, 20.000 dollari in più per l’ omicidio di suo fratello Raúl e la stessa somma da pagare per la morte del guerrigliero argentino Ernesto ‘Che’ Guevara.

La CIA assoldò la Mafia per uccidere Castro e Che Guevara

I PIANI DELLA CIA PER ABBATTERE IL REGIME DI CASTRO

I piani della CIA contro Cuba risalgono al 1959, quando l’Agenzia predisse che Castro avrebbe avuto difficoltà a governare. La paura iniziale fu che Castro avrebbe chiesto un risarcimento molto più elevato, agli Stati Uniti, per l’occupazione della baia di Guantanamo.  

All’inizio vi fu un’attesa per studiare l’approccio di Castro: in realtà, non fu considerato inizialmente un comunista, ma certamente lo era suo fratello Raul, pur notando in un memo del novembre 1959 che, pur non essendo Castro comunista, stava permettendo all’opposizione comunista di Cuba di crescere e diffondere il suo messaggio. 

Tuttavia, già a dicembre 1959 tra i quadri dirigenti dell’Agenzia si erano gettate le basi di un piano per il rovesciamento del governo di Castro.  Una relazione ufficiale della CIA afferma che gli USA avevano deciso l’eliminazione di Fidel Castro entro il Marzo 1960. 

A causa della paura degli Stati Uniti per le ripercussioni sulle Nazioni Unite, il piano fu mantenuto al più alto livello di segretezza e, pertanto, diventò un punto focale della politica americana di azioni clandestine.

Il governo autorizzò formalmente l’operazione il 17 marzo 1960, quando il presidente Eisenhower firmò un documento della CIA intitolato “Programma di azione segreta contro il regime di Castro“. Secondo una relazione dell’ispettore generale Lyman Kirkpatrick, si afferma che l’ordine presidenziale autorizzò la CIA a creare un’organizzazione di cubani esiliati per gestire i programmi di opposizione, iniziare una “offensiva propagandistica” per attirare il sostegno al movimento dissidente, creare una rete di raccolta informazioni all’interno di Cuba e “sviluppare una forza paramilitare da introdurre a Cuba per organizzare, formare e condurre gruppi di resistenza contro il regime di Castro”.  

La stima dei costi da mettere a bilancio della CIA per quest’operazione segreta fu di circa 4,4 milioni di dollari.  Il documento firmato da Eisenhower fu anche la sola relazione emessa dal governo durante tutto il progetto. Ciò evidenzia la segretezza del governo statunitense nell’esecuzione dell’operazione.

Per assicurare il sostegno finanziario necessario, fu messa in piedi un’organizzazione che fornì agli americani un canale segreto attraverso il quale scambiare informazioni con gruppi cubani “dissidenti”.  L’11 maggio 1960, il gruppo “Bender” (un gruppo di cubani esiliati che cooperavano con la CIA) giunse ad un accordo con il gruppo chiamato Frente Revolucionario Democratico (FRD). 

Le attività propagandistiche includevano l’uso di mezzi di stampa e radio per trasmettere messaggi anti-Castristi. Questi programmi furono lanciati in tutta l’America Latina.  Grandi quantità d’immobili sono stati acquistati dall’agenzia per l’uso in questa operazione. Una base di operazioni venne a Miami il 25 maggio 1960. La CIA aveva anche acquisito proprietà in diverse città statunitensi e all’estero per vari motivi.

Dal marzo all’agosto 1960, la CIA aveva piani per “imbarazzare” Castro e sabotare i suoi discorsi.  Gli schemi pensati avevano lo scopo di screditare Castro influenzando il suo comportamento e cambiando il suo aspetto. Un piano che è stato discusso includeva l’utilizzo di una sostanza chimica con proprietà simili all’LSD per “causare in lui confusione e turbamento durante le riunioni pubbliche“.  Un altro piano era quello di mettere in una scatola di sigari prodotti chimici noti per provocargli disorientamento temporaneo.

Una relazione del Consiglio di sicurezza nazionale del 1962 – prima dell’assassinio di Kennedy – parla di un altro tentativo segreto del governo statunitense per rovesciare il comunismo a Cuba. Il progetto cubano, noto anche come Operation Mongoose, è stato un’ operazione segreta della CIA, commissionata nel marzo 1960, durante l’ultimo anno dell’amministrazione del presidente Dwight Eisenhower. Il 30 novembre 1961 le operazioni segrete contro il governo di Fidel Castro a Cuba sono state ufficialmente autorizzate dal presidente Kennedy.

L’operazione fu guidata dalla United States Air Force e dal generale Edward Lansdale e partì dopo la fallita  operazione alla Baia dei Porci. Lo scopo di Mongoose era rimuovere i comunisti dal potere a Cuba, una delle preoccupazioni principali dell’amministrazione Kennedy secondo lo storico di Harvard Jorge Domínguez.

Un documento del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti conferma che il progetto intendeva “aiutare Cuba a rovesciare il regime comunista attraverso una rivolta che può avvenire a Cuba entro l’ottobre 1962” . I politici americani volevano veder sorgere “un nuovo governo con il quale gli Stati Uniti possano vivere in pace“. 

Baiai dei Porci: quando Kennedy non riuscì a abbattere Fidel

Omicidio Kennedy: nuovo materiale per i teorici del complotto

Anche se molti dei 2.891 record pubblicati dagli Archivi Nazionali Statunitensi sono materiali grossolani e non corroborati da altre fonti, probabilmente daranno dare nuovi spunti alle teorie della cospirazione che circondano l’assassinio di Kennedy. Ad esempio, vi si trova un documento datato 24 novembre 1963, che mostra il direttore dell’FBI J. Edgar Hoover, parlare della morte di Oswald e affermare che l’ufficio dell’FBI di Dallas ricevette una chiamata da “un uomo che parlava con una voce tranquilla“, dicendo di essere parte di un “comitato per uccidere il presidente“.

Dai JFK Files nuove rivelazioni sull'omicidio Kennedy

Lo spericolato piano della CIA di reclutare la mafia per uccidere il leader cubano Fidel Castro, l’avviso dell’FBI alla polizia di Texas per una minaccia di assassino rivolta a Kennedy e le paure del Cremlino di una cospirazione “ultrareazionaria” negli Stati Uniti sono alcuni degli elementi ricorrenti nei JKF Files.

Infatti, anche se molte teorie nel corso degli anni hanno parlato di possibili legami di Oswald con agenti cubani o sovietici un memorandum dell’ FBI del 1963 indica che la morte di Kennedy aveva scatenato forti preoccupazioni nell’Unione Sovietica.

Secondo la fonte, “i funzionari del Partito Comunista dell’URSS credevano che vi fosse una cospirazione ben organizzata da parte dell’ultradestra degli Stati Uniti per eseguire un colpo di stato negli USA“. I sovietici temevano che l’assassinio di JFK venisse usato come pretesto per “porre fine ai negoziati con l’Unione Sovietica, attaccare Cuba e poi scatenare la guerra“.

JFK Files: nuove rivelazioni sull'omicidio Kennedy

Un altro file dice che un quotidiano regionale britannico, il Cambridge News, ricevette una chiamata anonima prima che Kennedy venisse assassinato. Una memo di James Angleton, vice direttore della CIA, dice che la persone che chiamò al telefono affermò che il giornalista della Cambridge News avrebbe dovuto chiamare l’ambasciata americana a Londra a causa di un evento importante, per poi riattaccare subito dopo.

Un memorandum della CIA, reso pubblico, suggerisce che Oswald abbia parlato ad un agente della KGB presso l’ambasciata russa a Città del Messico il 28 settembre 1963. Secondo il documento, Oswald parlò con Valeriy Vladimirovich Kostikov, una rinomata spia russa esperta di omicidi e sabotaggio. Poi Oswald chiamò l’ambasciata e chiese in russo se c’era “qualcosa di nuovo sul telegramma di Washington“. Ma la Commissione Warren, che ha indagato sull’omicidio di JFK, ha stabilito che Oswald, ex marinaio, agì completamente da solo. Oswald, due giorni dopo l’uccisione di Kennedy, fu freddato da un proprietario di discoteche, Jack Ruby.

I 2.891 documenti desecretati sono disponibili integralmente online: la raccolta completa include circa 3.100 documenti, alcuni file sono stati conservati per un’ ulteriore revisione per motivi di sicurezza nazionali. 

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