AMERICANIZZAZIONE: IL SUSSIDIARIO E LA REPUBBLICA

americanizzazione american way

di Ferdinando Pastore

Per La Repubblica tutti i fenomeni sociali, anche quello dell’immigrazione e delle conseguenze che porta al tessuto sociale anche in termini di conflitto etnico, sono da nascondere. Il liberismo, difatti, prefigura un mondo perennemente in competizione per il massimo profitto e la barbarie di questo approccio deve essere celata dalla dimensione del sogno. Tutto viene riportato alla dimensione universalistica del “civile”, del mondo salvato dalla solidarietà che viene richiesta sempre al basso della società, quello che paga in termini di diritti, di sicurezza e di percezione del futuro. Per cui un sussidiario che descrive l’immigrazione anche riferendosi alle conseguenze che essa provoca diventa un sussidiario razzista.
La Repubblica sponsorizza l’americanizzazione della società sin dalla sua nascita e ha contribuito, insieme al Manifesto, alla trasformazione della sinistra nel contenitore politico di appoggio ai desiderata del capitalismo finanziario e globale, ma le conseguenze sociali di questo mondo sono da tacere. L’America, paese nel quale la lotta etnica ha sostituito la lotta di classe e che si è costruita attraverso la segregazione razziale è, difatti, descritta come il simbolo della democrazia e della libertà, luogo nel quale il cosmopolitismo è diventato il fattore costitutivo della nazione.
Questa è una delle innumerevoli mistificazioni dell’ideologia neo-liberale che è riuscita ad annientare la critica e a imporre un modello unico di pensiero per essere accettati a Corte.
Meglio un bambino obnubilato dal sogno che non si faccia troppe domande e che continui a inebetirsi davanti ad un monitor di un testo che queste contraddizioni le pone.
Potrai anche vivere nella miseria, ma dovrai essere docile e aperto. L’educazione perfetta.

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