Elezioni tedesche: il 9,24% della Linke

di Franco Bartolomei

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Foto: Euractive.com

La Linke ottiene il 9,24 % dei consensi elettorali e guadagna 67 deputati.

Il risultato è inferiore alle aspettative, ma costituisce sempre una buona base di partenza, è un risultato comunque migliore di quello di 5 anni fa.

La buona tenuta della Linke, con il suo 9,24% finale dei voti, però purtroppo non compensa la delusione per la sua incapacita’ conquistare il consenso delle consistenti fasce di elettorato socialdemocratico deluse dalla politica della SPD di alleanza con Angela Merkel.

Alle urne la Linke continua ad essere penalizzata dalla sua immagine politicamente bicefala, che guarda alla strada del rifiuto della Europa di Maastricht e del ritorno allo SME e contemporaneamente anche ad un’azione per linee interne senza pensare di mettere in discussione il sistema Euro.

Questo nodo irrisolto porta la Linke a non riuscire da un lato a rappresentare a sinistra quelle fasce della popolazione che cominciano ad essere critiche sulla costruzione europea, dall’altro indebolisce il messaggio di alternativa alle politiche socialdemocratiche di unità nazionale.

La Linke non riesce quindi neanche a incarnare un’alternativa forte alle politiche socialdemocratiche di unità nazionale attente alle compatibilità del sistema monetario. Questa confusione di linee non gli consente di capitalizzare a sinistra, come riuscito a Jean-Luc Mélenchon in Francia, la contestazione della UE. Nonostante i vantaggi economici enormi che la Germania ottiene dal sistema dei parametri di bilancio che regolano il sistema euro, la contestazione del sistema UE comincia a prendere sempre più piede anche fra l’elettorato tedesco, seguendo l’onda della Brexit.

Il risultato in sé è comunque consistente alla luce del crollo dei due grandi partiti di governo, e soprattutto a fronte di una situazione economica interna molto buona, frutto della estrema utilità per l’economia tedesca del sistema monetario Euro ritagliato tutto sui parametri dei rapporti produttivi e del sistema sociale tedesco. Sistema che sottopone i concorrenti manifatturieri della Germania, prima fra tutti l’Italia, a pesanti restrizioni creditizie e di spesa pubblica, per osservare parametri finanziari e monetari definiti su scale sistemiche ad essi non compatibili.

Questo spiega un risultato che non registra alcuna espansione elettorale rilevante rispetto a quelle consistenti fasce di elettori socialdemocratici che hanno rifiutato le politiche di accordo con Angela Merkel.

Il risultato conferma comunque la Linke come grande forza di opposizione e di contestazione culturale del sistema produttivo e sociale tedesco. La Linke tiene aperte e intatte nella Germania contemporanea tutte le grandi possibilità di crescita di una nuova sinistra alternativa, anti-liberista, anti-finanziaria e Socialista.

Per noi del Risorgimento Socialista questo è quel che conta.

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Foto: Die Zeit. Sahra Wagenknecht e Dietmar Bartsch

 

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