Regeni e il governo italiano: che esagerati!

di Alberto Benzoni

Il caso Regeni e l'arroganza di chi ha perso sovranità
Secondo un autorevole rappresentante del governo egiziano all’Onu, Regeni e il governo avevano o stanno esagerando.
 
Concordiamo pienamente sia nel primo che nel secondo caso. Il nostro povero ricercatore era italiano e non, che so, americano, inglese, francese o tedesco. In quanto tale avrebbe dovuto sapere che il suo livello di tutela era di gran lunga inferiore rispetto a quello di cui disponevano i suoi confratelli.
 
Questi, anche se spie (anzi, soprattutto se spie) sarebbero stati opportunamente rilasciati; un ricercatore italiano che si impicciava delle faccende interne e dei gruppi di opposizione ad un governo magari anche illuminato ma sicuramente fumantino la fine che ha fatto se l’era proprio andata a cercare.
 
Essere americano conta eccome; pensate un pò a come sarebbero andate se vittime del sinora presunto stupro dei carabinieri di Firenze fossero state due extracomunitarie sbronze anzichè due turiste americane nelle stesse condizioni. Nel primo caso un’innocenza dei rappresentanti dell’arma, magari presunta, ma rivendicata dalla stessa ministra; nel secondo, quello reale, sentenza di condanna con annesse scuse dalla ministra Pinotti; un esempio raro di servilismo ambientale…
 
In quanto al governo italiano perchè mai andare a raccontare che il ritorno dell’ambasciatore in Egitto serviva alla ricerca della verità sul caso Regeni?
 
Una scusa pietosa, se ad uso interno (se la presenza dell’ambasciatore era essenziale allo scopo perchè mai richiamarlo? E se non lo era- dato il persistente rifiuto di collaborare da parte del Cairo- perchè farlo tornare?) e quindi rivolta ad un uditorio più che disposto a lasciare cadere l’intera vicenda.
 
Agli occhi del Cairo, invece, l’insistenza italiana era esagerata se non provocatoria. Al Sisi si era convinto, soprattutto dopo la riunione delle nostre commissioni esteri, che Roma aveva finito con l’accettare l’ultima spiegazione del governo egiziano:”non siamo stati noi; sono stati quelli che hanno interesse a rovinare i nostri eccellenti rapporti”.
Una spiegazione che avrebbe tranquillizzato la stragrande maggioranza dei politici italiani ansiosi di tornare al “business as usual“; distogliendoli di fatto dalla “mission impossible” di cercare il vero colpevole tra un’infinità di possibili soggetti.
 
C’è putroppo, anche tra di noi, chi vuole cantare fuori dal coro; fino a sostenere che l’arroganza, questa sì esagerata, manifestata nei confronti del nostro paese da dirigenti egiziani, libici, francesi, austriaci, ungheresi europei, israeliani, sauditi e “last but not least”, americani non è che il riflesso della nostra, anch’essa esagerata, tendenza a subirla passivamente.
 
Ma si tratta di pochi esagitati che predicano nel deserto; anche perchè la loro patria di una volta, la #sinistra, ha da tempo perso la capacità di indignarsi.

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