Fusione Bayer-Monsanto: i padroni del nostro cibo

di Franco Bartolomei

Fusione Bayer Monsanto, minaccia per cibo e salute

Foto: Sole 24 Ore

La grande multinazionale chimico-farmaceutica tedesca BAYER sta per acquisire la grande multinazionale agricola americana, attiva nel campo delle biotecnologie agrarie per sementi e tecniche di coltura, MONSANTO.

I giornali hanno titolato a quattro colonne che la UE “ha bloccato la fusione”, ma il linguaggio felpato della Commissione di Bruxelles fa capire come andrà a finire: la UE fingerà di controllare i rischi di alterazione di mercato e poi finirà per avallare la nuova grande concentrazione oligopolistica che nascerà’ dalla unificazione delle due multinazionali.

È evidente a tutti come questa fusione, frutto del poderoso sviluppo delle forze produttive tedesche e della enorme disponibilità finanziaria di cui può godere la Bayer, favorito dalle condizioni privilegiate che il sistema Maastricht-Euro ha costruito per il sistema economico della Germania, segna una svolta epocale nel sistema economico globale e multinazionale ,sotto il profilo degli orizzonti di sviluppo economico del pianeta e sotto il profilo degli equilibri geopolitici interni al sistema produttivo globale.


La nascita di un colossale gruppo a guida tedesca nel settore integrato chimico – agricolo- alimentare – farmaceutico , afferma una nuova poderosa centralità tedesca nel sistema multinazionale economico globale, che va a completare e riconoscere e rafforzare la decisiva funzione di stabilizzazione e garanzia di equilibrio generale che l’Euro, disegnato sul modello economico liberista tedesco in perfetta continuità con i parametri di tenuta del precedente Marco, garantisce a tutto il sistema finanziario e commerciale globale .


Questa centralità globale della Germania rafforzerà ulteriormente un’Europa tecnocratica concentrata a mantenere l’equilibrio assoluto del suo sistema monetario in funzione della stabilità globale del sistema e non delle necessità delle economie degli stati componenti l’Unione.


Al tempo stesso è più che mai evidente la centralità strategica, a livello planetario, delle tecnologie biochimiche, e del loro ruolo per controllare le stesse fonti di sopravvivenza dell’umanità: un nuovo orizzonte produttivo, strategico per il sistema finanziario e capitalistico globale. 

Il cibo che mangeranno i nostri figli, le medicine con cui si cureranno, non possono essere monopolio di un’azienda.

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