Immigrazione: loro e noi

di Alberto Benzoni

 

Loro“sono gli avvelenatori di pozzi.

Quelli che, per qualche voto in più, trasformano la paura del diverso in razzismo, scatenando una guerra, sempre più sanguinosa tra poveri e mettendo a rischio la tenuta della nostra comunità nazionale.

Siamo sul piano dei reati da codice penale; tollerarli significa normalizzarli.

“Loro” sono sindaci e prefetti che, in modo irresponsabile, proclamano tolleranza zero contro reati- come le occupazioni “abusive”– che quando praticate da italiani facevano parte del paesaggio politico e sociale, e “Loro” sono anche coloro che li difendono in nome di una onestà“gretta e malmostosa.

“Loro”sono coloro che sostengono, documenti alla mano, che l’immigrato che può essere accolto, previo rigorosi controlli, è solo quello che può certificare di essere in pericolo di vita mentre quello “economico” è, nel momento stesso in cui decide di partire, è già un criminale ( cfr l’ineffabile Roberta Pinotti…).

“Loro”sono sostenitori dell’ “aiutiamoli a casa loro“; dimentichi del fatto che la disponibilità in materia è concretamente scarsa; che i soldi arrivano sempre nlle mani sbagliate; e che, infine, i paesi del tezo mondo ricevano, dalle rimesse che arrivano alle persone giuste, infinitamente di più di quanto ottengono dagli aiuti.

Ma “loro” sono anche gli improvvidi sostenitori dell'”accoglienza; dimenticando che per accoglienza si intende non solo il diritto di sbarcare e di essere “assistito”; ma anche e soprattutto di essere integrato, con eguali diritti e uguali doveri nella vita del paese.

Razzisti e sostenitori dell'accoglienza: dibattito tra Sallusti Belpietro e Raimo

Il duello Sallusti-Belpietro-Christian Raimo (foto: Nextquotidiano)

 

E “noi“: chi siamo o meglio che cosa dovremmo essere ?

Primo: sostenitori, laicamente e da sinistra, del principio del “tutti gli uomini sono fratelli e hanno uguali diritti“: un mondo in cui c’è la massima libertà di movimento per capitali, merci e prodotti finanziari e sempre meno per le persone è inaccettabile e condannato alla catastrofe.

Secondo: consapevoli che l’immigrazione può e deve essere controllata. Ne va della possibilità stessa dell’integrazione. Ciò significa prendere atto che qualche efficace filtro va posto in campo, oggi con accordi anche effimeri con controparti inaffidabili, a breve, sulla base di intese più ampie tra i paesi europei e quelli africani.

Terzo e soprattutto, praticanti dell’integrazione. A partire dall’abrogazione di leggi criminogene come la Boss-Fini e di corollari ancora più criminogeni come il “reato di immigrazione clandestina“: avere molti immigrati irregolari giova ai padroncini, ai loro amici leghisti e alle organizzazioni criminali; ma a nessun altro.

Ma, come avevano capito, a partire dalle loro esperienze concrete, i dirigenti del movimento operaio del secolo scorso, la guerra tra poveri per il lavoro,la casa, i servizi sociali, può essere evitata solo aumentando le risorse a loro disposizione.

E questo significa più spesa pubblica in particolare per investimenti; e uno Stato che consideri il consolidamento della comunità nazionale una priorità assoluta. Se ci muoveremo con energia in queste diverse direzioni salveremo non solo l’anima ma anche i voti e con essi il futuro del nostro paese; perchè e su questi temi che si giocano le prossime elezioni.

 

Lo Stato non ci tutela: casa, immigrazione, sicurezza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *