CLN: Risorgimento e Indipendenza chiedono di sciogliere l’organizzazione

L’impegno di Risorgimento Socialista è per la costruzione di una nuova forza della sinistra socialista e costituzionale, che faccia dell’impegno a difesa della sovranità nazionale la sua stella polare.

Seguendo questo obiettivo, negli scorsi mesi Risorgimento Socialista ha scelto di rapportarsi con diverse organizzazioni della galassia anti-Maastricht, e con alcune di esse (Programma 101, Indipendenza e Costituzione, Noi Mediterranei) ha costruito una struttura confederale, la Confederazione per la Liberazione Nazionale.

All’interno della CLN, Risorgimento Socialista ha da subito posto l’esigenza di procedere a un radicamento organizzativo, sviluppando nel contempo una linea politica unitaria e rispettosa delle priorità e dei punti programmatici e culturali di ciascun partecipante. Un’altra esigenza posta da Risorgimento Socialista è stata quella di un atteggiamento aperto e dialogante verso altre piattaforme e organizzazioni simili, come Eurostop e il nuovo PCI,Riscossa Italia, il Movimento Essere Sinistra, Socialismo 2017, Senso Comune, il Fronte Sovranista Italiano etc.

Su questi punti qualificanti, la CLN ha riscontrato limiti che rendono impossibile, ad opinione di Risorgimento Socialista e di Indipendenza e Costituzione, procedere questo percorso: con questa lettera, le due organizzazioni hanno comunicato agli altri partner la richiesta di sciogliere l’organizzazione.

Carissimi,

Vi scriviamo per esporre la nostra posizione nei confronti della CLN a seguito dei fatti avvenuti dopo il 25 aprile.

La CLN si è venuta a formare a seguito della assemblea di Bologna del 17 dicembre 2017 promossa da Indipendenza e Costituzione.

La CLN è nata come una Confederazione di Partiti/movimenti che hanno condiviso pochi punti programmatici che si possono trovare nel Manifesto.

L’obiettivo era la formazione di un pensiero forte che potesse essere attrattivo, nel tempo, per tutte quelle forze politiche che non si riconoscono nelle strutture sovra-nazionali che oggi impongono il modello neoliberista, sottolineando la necessità del recupero del primato delle nazioni costituzionali del dopoguerra, come territori in grado di sviluppare un diverso modello di sistema attraverso la dialettica politica e attraverso gli strumenti della democrazia rappresentativa, oggi oppressi. 

Inoltre si contestava proprio il deperimento delle funzione statale e del pubblico in nome di una paventata efficienza del privato, narrazione che la UE e 25 anni di dominio neo-liberista hanno presentato come ineludibile e immodificabile. 

Questo punto di vista è un populismo democratico, che unisce in sé i concetti di sovranità, popolo e socialdemocrazia, con la coscienza di alcuni punti essenziali: la contrapposizione nella società, oggi, non è più tra destra e sinistra, ma tra alto e basso e che le fratture del basso della società non sono rappresentate a livello politico.

Dal gennaio 2017 nelle riunioni tra le 4 forze fondatrici ( Programma 101, Risorgimento Socialista, Indipendenza e Costituzione e Noi Mediterranei) si è, da subito, chiarito, il mantenimento dell’autonomia delle forze politiche della CLN, sia dal punto di vista dell’iniziativa politica che in relazione alle elezioni locali. D’altro canto si è sempre detto che il lavoro avrebbe dovuto portare ad una proposta per le elezioni politiche, ma senza l’assillo della competizione elettorale. 

Dopo l’assemblea del 25 aprile, è stato richiesto ripetutamente, da parte di Indipendenza e Costituzione e Risorgimento Socialista di dare una forma organizzativa alla CLN, prima ancora di ammettere nuovi membri, così è stato fatto alla riunione del 9 Maggio a Firenze.

Per tutta risposta, alla riunione del 18 Giugno a Roma, è partita la proposta di “Italia ribelle”, (oltretutto portata in riunione dall’esponente di un’associazione sulla cui adesione non vi è stata alcuna discussione da parte del membri della Confederazione), che invece di diventare momento di discussione collettiva diventa un dato di fatto laterale come se una conferma potesse esistere senza la condivisione della proposta di condivisione elettorale. Anzi diventa cosi centrale da apparire come il punto dell’incontro di settembre, incontro che, per altro, è stato impostato è organizzato di fatto in modo unilaterale.

Dopo la riunione di Roma, è stato chiesto ripetutamente di svolgere una riunione di chiarimento, che non è mai stata tenuta.

Inoltre, qualcuno ha deciso, senza discussione, che la Confederazione dovesse dare esclusivo sostegno alla lista Noi Mediterranei, non tenendo conto delle scelte pregresse di Risorgimento Socialista.

In questo caso era necessario ai fini di tutelare lo sviluppo della con di gestire con pazienza e intelligenza questa contraddizione. Si è voluto invece forzare con il pretesto della necessità di rendere evidente l’appoggio della CLN alla lista suddetta. L’appello, inoltre, è stato fatto passare come approvato dal Consiglio quando questo non è mai avvenuto.

In secondo luogo,  l’appello di Noi Mediterranei appare non condivisibile per due aspetti.

1) Essa non è una lista di popolo, bensì una lista di personale politico, legittimo personale politico, ma che è stata ben presente in altre amministrazioni regionali, tra cui quella dell’ex governatore Raffaele Lombardo. 

2) Essa non è una lista sovranista, bensì indipendentista. Difatti nell’accordo tra P101 e Noi Mediterranei si possono leggere alcune capriole ideologiche che fanno emergere le contraddizioni insite nel progetto. Se da una parte si afferma che il primato va alla sovranità nazionale dall’altro si paventa un superamento della Costituzione del 48 e la proposta di una nuova assemblea costituente per lasciare ampio margine di manovra al regionalismo

Riteniamo che l’approccio sia pericoloso, in quanto è proprio il regionalismo e la dimensione locale l’alter ego della globalizzazione e della conseguente distruzione delle sovranità politiche e costituzionali e che potrebbero mettere a rischio nel tempo (si pensi a regioni come la Lombardia e il Veneto) il punto fermo dell’Unità d’Italia. 

Inoltre, non possiamo essere d’accordo coi pretestuosi elementi di scontro con Eurostop, che vanno oltre quella dialettica positiva che tiene insieme discussione è ricerca dell’unità.

Poiché questi fatti e comportamenti non sembrano accidentali ma scelte e comportamenti decisi e voluti, riteniamo che siano venuti meno i motivi che hanno portato alla formazione della CLN.

Chiediamo, pertanto lo scioglimento immediato della CLN medesima nonché la chiusura del sito web della stessa.

4 agosto 2017

In Fede

Ugo Boghetta

Pier Paolo Dal Monte

Per Indipendenza e Costituzione

Franco Bartolomei

Ferdinando Pastore

Per Risorgimento Socialista

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