Genova 2001, Carlo Giuliani e l’eredità del movimento no global

A Genova, nel 2001, si è consumato un attacco violentissimo contro la nostra democrazia: una tappa di quel percorso partito con le stragi di Stato, con gli spari che hanno ucciso Giorgiana Masi, con la guerriglia urbana al corteo degli “Indignati”15 Maggio del 2011. 

Ma anche con le intimidazioni politiche e mediatiche contro i sindacati e i lavoratori, dal “Cofferati brigatista” alla battaglia per il potere in fabbrica dietro al referendum di Mirafiori, fino alla sempre trasversale tentazione di sterilizzare il diritto di sciopero.

Risorgimento Socialista è nato da un gruppo di socialisti convinti che non si potesse più restare in silenzio di fronte al tentativo di rendere criminale il dissenso, di impedire il conflitto di piazza con ogni mezzo, lecito e illecito.

16 anni dopo Genova 2001, nessuno o quasi ricorda le parole d’ordine di quel movimento, che aveva anticipato la critica alla globalizzazione e ai poteri forti finanziari, europei e internazionali: nessuno si ricorda delle sue oceaniche manifestazioni contro la guerra in Iraq, o delle battaglie per un commercio equo e per la fine dello sfruttamento nei Paesi in via di sviluppo.

Non solo noi ce le ricordiamo bene. Ma le rivendichiamo con orgoglio.

Carlo Giuliani assassinato durante il G8

 

di Maura Alpaca

 

Sono passati sedici anni, ma i fatti del G8 di Genova continuano a creare divisioni in tutta la Penisola.

In quei tre giorni di Riunione dei Capi di Governo dei maggiori paesi industrializzati, abbiamo assistito ad una reale scena di che cosa sia il capitalismo, e di come la Democrazia in un sistema liberale come il nostro, sia solo una delle tante forme di dittatura.

A Genova 2001 hanno ucciso la nostra democrazia

Le Manifestazioni di protesta per le strade del Capoluogo Ligure portarono a gravi scontri tra la Polizia e i Movimenti No Global e Black Block, in cui purtroppo perse la vita Carlo Giuliani (oltre agli scontri alla Scuola Diaz, dove rimasero feriti parecchi manifestanti di diversa estrazione sociale ed età anagrafica).

Per quanto riguarda le responsabilità di alcuni Agenti sull’uso eccessivo della forza alla Scuola Diaz, tutti o quasi sono concordi nell’affermare che siano colpevoli, la stessa cosa non si può dire sulla morte di Carlo Giuliani a Piazza Alimonda.

La morte di Carlo Giuliani

E’ qui che gli italiani si dividono: da chi dice che il “ragazzo se l’è cercata“, a chi afferma che Giuliani sia un “eroe e rivoluzionario” .

Il consigliere PD di Ancona Diego Urbisaglia "Giuliani se l'è cercata".

Il consigliere PD di Ancona Diego Urbisaglia “Giuliani se l’è cercata”.

 

 

Per quanto mi riguarda entrambe le affermazioni sono sbagliate.

Nelle settimane precedenti al G8, già si parlava di possibili scontri, addirittura di probabili o possibili morti che inevitabilmente ci sarebbero stati. Le Forze dell’Ordine erano già state messe in allerta e nonostante i reclami (molto, troppo flebili) da alcune parti politiche, di mantenere la calma, tutti sapevano che “qualcosa” sarebbe capitato.

Non voglio dilungarmi su quello che successe a Piazza Alimonda: ci sono articoli che spiegano nel dettaglio i fatti di quel giorno.

Quello che mi preme ricordare però è, sia il motivo per cui centinaia di persone, provenienti da tutta Europa, abbiano voluto manifestare il loro dissenso e perchè Carlo Giuliani abbia pagato, nonostante gli errori fatti (forse di ingenuità, di incompetenza, di immaturità, questo non ci è dato sapere), un prezzo troppo alto e che sia ingiusto affibbiare ad un morto delle responsabilità che non gli competono:

Un altro mondo è possibile: no global

Al G8 si parlava di Globalizzazione, quella di cui oggi paghiamo le conseguenze

– gli scontri sono avvenuti maggiormente nella Piazza e alla Scuola Diaz, e sono partiti dalla Polizia, che aveva ricevuto l’ordine di attaccare e di fare più male possibile (diversamente da altre manifestazioni).

Raid scuola Diaz G8 Genova

Carlo aveva 21 anni. Non era un maturo uomo di 40… ha delle responsabilità?

Certo! Indubbiamente.

Questo non giustifica la crocifissione che gli stanno dando migliaia di persone da anni : la responsabilità è politica.

Voluta non solo dal Governo in carica all’epoca, ma anche da quelle fazioni di Centri Sociali che sono veri e propri covi di propaganda liberista, dove si addestrano ragazzi, sia figli di quella borghesia sessantottina,sia ragazzi facilmente influenzabili a compiere azioni che vengono definite, a torto, rivoluzionarie, ma che in realtà assecondano e sostengono quello che criticano, il capitalismo.

Quindi prendersela, ancora dopo 16 anni, con un ragazzo di 21 anni che, ripeto, avrà avuto delle colpe, per questioni ben più gravi che non gli competono, non fa altro che aiutare coloro che hanno deciso, a tavolino, di distruggere l’Europa e di far diventare l’Italia una grande discarica.

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