Risorgimento Socialista al Foro de Sao Paolo

I socialisti al foro do sao paulo in nicaragua

Risorgimento Socialista sarà rappresentato dal suo responsabile Esteri Giuseppe Angiuli alla riunione annuale del 2017 del Foro de Sao Paolo, il cui svolgimento è previsto dal 15 al 19 luglio prossimi nella città di Managua, capitale del Nicaragua.

Il Foro de Sao Paolo è il principale organismo di consultazione politica che raggruppa e coordina tutti i principali partiti socialisti, anti-liberisti e “populisti” dell’America Latina, tra cui: il Partito dei Lavoratori del Brasile (PT), il Frente Amplio dell’Uruguay, il Partito Socialista del Cile, i peronisti argentini, il Partito Comunista di Cuba, il Partido Socialista Unido del Venezuela, il Partito del Lavoro
del Messico, il Movimiento al Socialismo della Bolivia, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale del Nicaragua.

Fondato 27 anni fa, il Foro di San Paolo ha visto incubare al suo interno alcune tra le più importanti battaglie politiche della sinistra anti-liberista mondiale, come quelle per la difesa della sovranità dei popoli, per il ripudio del debito pubblico  ingiusto detenuto dalle grandi banche d’affari trans-nazionali, per la ripubblicizzazione dei beni collettivi come l’acqua, per l’affermazione di un modello di sviluppo economico eco-compatibile, oltre a tutte le altre lotte dei movimenti sociali contro ogni forma di liberismo e di sfruttamento del capitale finanziario sui popoli del mondo intero.

La riunione del 2017 del Foro di San Paolo (organismo che prende il nome dalla città brasiliana dove ebbe vita il suo atto fondativo) prevede anche quest’anno la partecipazione di alcuni tra i più importanti leader della sinistra anti-liberista latino-americana e vedrà svolgere la discussione su alcuni tra i più delicati dossier attualmente nell’agenda politica del continente, tra cui il processo di pace in Colombia alla luce dei recenti accordi siglati tra il governo di Bogotà e le FARC.

L’intenso programma dell’evento politico di Managua prenderà avvio con un atto commemorativo in memoria del compianto Fidel Castro e si concluderà con la celebrazione dell’anniversario della vittoria militare delle forze sandiniste di  liberazione del Paese ospitante, il Nicaragua, risalente alla storica data del 19 luglio del 1979.

Nel documento politico posto alla base della riunione di Managua, si pone l’accento in modo particolare sulla necessità di contrastare l’attuale disegno oligarchico già denunciato quasi 50 anni fa da Salvador Allende in un celebre discorso pronunciato dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: un disegno concepito dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali e che prevede lo smantellamento della sovranità degli Stati nazionali e l’azzeramento di ogni forma di controllo democratico e popolare sulle decisioni politiche più importanti.

Giuseppe Angiuli in compagnia di Piedad Cordoba, deputata colombiana e leader dei movimenti di lotta per la liberazione dei popoli del continente latino-americano

Giuseppe Angiuli in compagnia di Piedad Cordoba, deputata colombiana e leader dei movimenti di lotta per la
liberazione dei popoli del continente latino-americano

Il processo di spoliazione delle prerogative degli Stati nazionali – attualmente in stadio avanzato – a vantaggio di organismi economico-finanziari a carattere sovranazionale, deve essere dunque fermato, in Europa così come in America Latina,
con un nuovo protagonismo delle masse lavoratrici e con il rilancio di grandi battaglie a difesa della sovranità popolare e delle Costituzioni nazionali.

Gli stessi partiti promotori del Foro di San Paolo affermano che al giorno d’oggi, dopo l’affermazione del processo di globalizzazione neoliberista, si assiste ad una messa in discussione delle più importanti norme e principi del diritto internazionale per diretta imposizione delle maggiori potenze mondiali come gli U.S.A., fortemente interessati a mettere in discussione i principi generali di sovranità, non-ingerenza e autodeterminazione dei popoli.

Il sistema neo-liberista mondiale oggi si esprime prima di tutto attraverso il predominio del settore finanziario speculativo come principale mezzo per favorire l’accumulazione del capitale ma anche tramite l’abbattimento delle barriere doganali e dei confini tra gli Stati nazionali oltre che con la privatizzazione del settore pubblico dell’economia e dei servizi e con i periodici salvataggi pubblici a favore del sistema bancario privato, che genera dal suo stesso interno delle ricorrenti crisi fisiologiche proprio a causa dell’eccessivo ricorso alla speculazione.

Occorre dunque contrastare con la massima fermezza alcune tra le tesi più insidiose oggi sostenute dal sistema politico/mediatico dominante a livello globale, che propugnano la necessità di accettare una limitazione generalizzata della sovranità degli Stati e la messa in discussione del principio di non ingerenza negli affari interni ad ogni nazione, spesso facendo leva in modo strumentale sulle presunte violazioni dei diritti umani da parte dei governi invisi all’imperialismo, come è evidente in alcune situazioni attuali tanto nel contesto dell’America Latina come in quello del Medio Oriente.

Risorgimento Socialista è sempre al fianco dei popoli dell’America Latina in lotta  contro lo strapotere del capitale finanziario trans-nazionale e grazie alla sua ammissione come partito osservatore al Foro di San Paolo, potrà esprimere in modo ufficiale tutta la sua vicinanza e tutta la solidarietà internazionalista ai popoli fratelli del continente che ha dato i natali a grandi uomini come Simon Bolìvar, Augusto Cesar Sandino, Ernesto Che Guevara, Salvador Allende e Hugo Chavez.

Patria socialista o muerte!
Vencerémos!
Hasta la victoria siempre!

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