La crisi tra Qatar e Arabia Saudita

di Stefano Santarelli

Qatar e Arabia Saudita, scontro per l'egemonia nel mondo sunnita

La crisi tra il Qatar e l’Arabia Saudita dura da ormai da più di un mese, ed è opportuno provare ad analizzare la situazione.
Il 5 giugno l’Arabia Saudita seguita dal Bahrain, Egitto, gli Emirati Arabi, le Maldive e lo Yemen hanno rotto le relazioni diplomatiche con il Qatar accusandolo di organizzare azioni terroriste nel Bahrain e in questa rottura non si può non vedere il braccio degli Stati Uniti. Infatti nella recente visita di Trump in Arabia Saudita, il Presidente statunitense se da una parte ha condannato il terrorismo jihadista che però trova il suo brodo di cultura proprio nell’Arabia Saudita dall’altra ha indicato come vero nemico l’Iran il quale è, come sappiamo, sciita e non sunnita come le varie formazioni jihadiste.

Trump deve rimediare a due errori commessi dagli Stati Uniti in questa area geografica: da una parte l’abbattimento del regime iracheno di Saddam Hussein che ha provocato tra l’altro l’aumento dell’influenza iraniana in Iraq grazie al rafforzamento dell’influenza politica della maggioranza sciita irachena che si è riflessa anche in Siria e dall’altra l’accordo tra l’Iran e l’amministrazione Obama sulla questione del nucleare.

Per rimediare a questo Trump punta a rafforzare i legami con Israele e l’Arabia Saudita. Il Qatar ricordiamolo è un minuscolo ma ricchissimo emirato sunnita che è il primo esportatore mondiale di gas, ed è stato isolato bloccando il passaggio attraverso la frontiera saudita, l’unico suo confine terrestre. Ora il Qatar vent’anni fa ha fondato la rete televisiva “Al Jazeera” l’unica voce critica nel mondo arabo.

La differenza tra il Qatar e l’Arabia Saudita, due vere monarchie assolute del mondo arabo, sono che mentre i sauditi sono per mantenere lo status quo, la monarchia qatariota al contrario è per una evoluzione del mondo arabo per poterla controllare meglio.
Ed è proprio questa politica ambigua ed opportunista del Qatar a renderlo nemico dell’Arabia Saudita; oltretutto Doha mantiene ottimi rapporti politici e commerciali con l’Iran, entrambi sfruttano un ricchissimo giacimento di gas offshore: il South Pars/North Dome che produce i due terzi della loro rispettiva produzione di gas.
Bisogna anche ricordare che il Qatar ospita il quartier generale statunitense nel vicino Medio Oriente con più di 10.000 militari americani.

Questa posizione anomala del Qatar rispetto agli interessi politici degli altri paesi della Penisola arabica non poteva non avere conseguenze in Siria ed in Iraq. L’ISIS infatti è vicino a una durissima sconfitta militare mentre le varie monarchie arabe (in primis proprio l’Arabia Saudita) sono pronte a rinnegare il jihadismo da loro favorito in questo decennio per ottenere aiuti economici e militari dagli USA. E a questo punto non si può escludere una alleanza militare del Qatar con l’Iran, cosa questa che provocherebbe una sanguinosa guerra in questo scacchiere geografico.
Il Golfo Persico è pericolosamente instabile e non si può escludere la volontà di Trump di arrivare allo scontro militare con l’Iran.

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