“Adalet”: contro Erdogan, con la Turchia repubblicana e socialista

i socialisti contro Erdogan per la Turchia repubblicana e laicadi Giuseppe Angiuli, responsabile Esteri

 

RISORGIMENTO SOCIALISTA esprime seria preoccupazione per la situazione politica che attualmente contraddistingue la Turchia, un grande Paese euroasiatico la cui vita pubblica è ogni giorno di più contraddistinta da una concentrazione sempre maggiore di poteri nelle mani del suo Presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Dopo essere riuscito a sventare un tentativo di colpo di Stato ai suoi danni nel luglio dello scorso anno, messo in atto da un settore delle forze armate turche, Erdoğan ha proclamato lo stato d’emergenza nel suo Paese e da quel momento ha proceduto imperterrito in una lunga serie di atti repressivi che hanno finito per investire ogni settore della società: messa al bando di movimenti e partiti, chiusura di testate anti-governative, destituzione di magistrati, arresti sommari di dissidenti politici, soppressione di garanzie e dei diritti delle minoranze dissenzienti sono solo alcune delle misure più clamorose attuate in quest’ultimo anno dalla Presidenza turca.

Sullo sfondo di tali interventi repressivi, si deve registrare una preoccupante involuzione della Turchia verso un sempre maggiore scenario di islamizzazione forzata della società.
Erdogan è da sempre legato ad una visione politica di islamizzazione della società del suo Paese ed ha operato in questo senso fin dal suo primo avvento alla carica di primo ministro nel 2003, una carica che ha mantenuto per tre mandati consecutivi fino ad arrivare a conquistare la Presidenza della Repubblica nel 2014.

L’islamizzazione forzata della Turchia odierna è un processo di involuzione recente e che si pone in netto contrasto col lungo percorso di laicizzazione della società turca che aveva preso inizio subito dopo la disfatta dell’Impero ottomano in coincidenza con la conclusione del primo conflitto mondiale e per merito dell’azione del Presidente laico-nazionalista Mustafa Kemal Atatürk.

Accanto alla sua visione islamista radicale, da quando si è collocato ai vertici della nazione Erdoğan ha inteso rinverdire i fasti dell’antico Impero Ottomano, un obiettivo che ha coltivato con spregiudicatezza e che lo ha condotto a farsi promotore diretto della destabilizzazione della vicina Siria e della Libia oltre che a dare sostegno logistico a vari gruppi di miliziani islamisti irregolari attivi in Siria ed in Iraq, compresi alcuni settori dell’ISIS.

Nel 2015, Erdogan ha fatto un uso spregiudicato dei flussi migratori provenienti dalla Siria, sospingendoli deliberatamente sulla rotta verso ovest e tenendo in scacco per un certo periodo l’intera Europa.

Dopo avere prevalso di stretta misura in un referendum costituzionale dello scorso aprile, convocato appositamente con l’obiettivo di attribuirgli un rafforzamento dei poteri presidenziali, Erdoğan ha fatto sì che la sua attuale Presidenza si connoti per un carattere apertamente dispotico, avendo egli concentrato a sé non solo le prerogative storiche del potere esecutivo dello Stato ma anche alcune tipiche funzioni di tipo legislativo e giudiziario.

RISORGIMENTO SOCIALISTA, nell’esprimere solidarietà alle forze laiche, progressiste e sindacali duramente represse nel Paese eurasiatico, auspica un’azione concertata delle forze della sinistra europea affinchè la Turchia sia richiamata a garantire un maggiore rispetto dei diritti civili e politici basilari oltre che a tutelare la libertà di espressione di tutte le minoranze politiche, religiose ed etniche, a cominciare da quella curda e da quella armena.

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