di Franco Bartolomei

Immigrazione, rifugiati, profughi: il problema è l'austerità

Una politica di accoglienza di massa e’ sostenibile, e risponde pienamente agli imperativi di solidarieta’ e fraternita’ dettati dalla nostra Carta Costituzionale

Ma questo richiede un Paese che non abbia vincoli esterni alle sue politiche industriali e fiscali, che abbia la piena disponibilita’ della sua sovranita’ monetaria per sviluppare politiche anticicliche , che possa decidere di ricorrere a forme di deficit spending per coprire un sistema articolato di protezioni sociali necessarie a garantire l’equilibrio del suo tessuto civile , e che garantisca ancora in toto l’autonomia contrattuale collettiva al mondo del lavoro.


In un paese organizzato in modo ormai rigido secondo un modello liberista e finanziario , in cui la sovranita’ costituzionale sulle scelte di indirizzo e’ ormai espropriata , in cui non e’ piu’ possibile disporre di margini di spesa pubblica per coprire le necessita’ sociali collettive e realizzare politiche economiche espansive , ed ni cui i rapporti di lavoro sono ormai sottomessi alle logiche d’impresa, una politica di accoglienza diffusa e’ uno strumento di sistema utile in politica interna a distruggere quel poco di potere contrattuale che ancora rimane al mondo del lavoro, ed in politica estera a mantenere un equilibrio geopolitico fondato sulla subalternita’ economica e politica di quella parte del mondo africano, asiatico e medio orientale arabo, estraneo o marginale ai processi di sviluppo industriale, che gli interessi geopolitici atlantici contribuiscono a mantenere in uno stato di persistente instabilita’ e distruttiva conflittualità.


L’obiettivo dei Socialisti, di Risorgimento Socialista e’  di tornare al primo scenario, e su questo ci batteremo di conseguenza.

Chi interpreta il problema ” flussi migratori ” senza analizzare le implicazioni di sistema che questo porta con sè fa però finta di non capire il senso delle cose che accadono intorno a noi.


La solidarieta’ e’ una conseguenza necessaria di una economia sociale e di un sistema democratico , mentre una economia liberista ed un sistema tecnocratico usa i flussi migratori per un fine sistemico differente

.
Il problema divisivo nella societa’ quindi non è tra chi è solidale e chi è egoista, ma tra chi contesta le decisioni e le regole politiche, come i Trattati europei, che rendono intoccabile il neoliberismo, perche’ vuole poter essere solidale sul serio, e chi usa la “solidarietà” cone aspetto strumentale e strutturale di un tipo di sistema che la nega nella sostanza, soprattutto a danno del mondo del lavoro .

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>