I socialisti per difendere la sovranità costituzionale dai diktat BCE

di Antonino Gulisano

I socialisti per difendere la sovranità costituzionale dai diktat BCE

Sergio Fabbrini, sul Sole 24 ore di Domenica 14 Maggio, ha scritto: “dall’Eurozona al Nord la soddisfazione verso la propria democrazia nazionale è incrementata, in Germania è salita dal 44% nel 2005 al 67% nel 2016, in Olanda dal 72% nel 2009 al 78% nel 2016. Mentre l’opposta è avvenuto nel Sud nel 2016 in Grecia la soddisfazione era del 17%, in Spagna al 33%, in Italia al 41%, in Portogallo al 44%. Il differenziale tra i cittadini del Nord e del Sud, rispetto alla soddisfazione della propria democrazia era del 41% alla fine del 2016”.
Naturalmente questi dati vanno presi con il beneficio dell’inventario, ma sono abbastanza significativi in rapporto al sentire dei cittadini europei.

Mentre negli Stati del Nord l’anti–europeismo è forza rilevante, ma contenuta, la sfiducia è evidente nei cittadini degli Stati del Sud Europa, dovuta al sentimento di insicurezza in cui si sono trovati. E’ evidente che se si vuole rafforzare l’Eurozona occorre promuovere politiche redistributive sia all’interno degli Stati che tra gli Stati. La divisione tra gli Stati del Nord e del Sud in Europa è strutturale, e allora occorre individuare un compromesso tra i loro legittimi interessi. Non si può pensare di preservare un modello di Europa che assume la convergenza come un processo di assimilazione del Sud allo schema del Nord.

Il futuro politico dell’Unione Europea chiede ai paesi del Sud di correggere i conti pubblici a quelli del Nord di rivedere le proprie idee. Anche a seguito della vittoria di Macron in Francia le prospettive non appaiono incoraggianti. Nella spaccatura tra il Nord ed il Sud chi rischia di più è proprio la Francia. Per rivedere il modello convergente di Europa tra Nord e Sud, propongo una provocazione, ma non troppo, l’Italia scelga di uscire dall’Unione Europea. Sono convinto che le conseguenze possono anche essere positive per l’Italia e i Paesi del Sud Europa.


Questa proposta dell’uscita dell’Italia, Paese fondatore dell’Unione, può rappresentare il porta bandiera delle istanze degli Stati del Sud Europa (Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Italia e Francia compresa). Ma questa proposta l’Italia può farla solo se avesse un Governo autorevole, che attualmente non esiste.

Questa proposta può farla una forza politica della sinistra alternativa, come Risorgimento Socialista, per rappresentare realmente gli interessi dei cittadini europei per una democrazia partecipativa e non della finanza liberista. Solo demolendo questa Europa tecnocratica e della finanza liberista si può rifondare una Unione Europea federale convergente e equilibrata di interessi dei cittadini dei paesi del Sud e quelli del Nord.

Nell’anniversario dei 60 anni dei Trattati di Roma, che costruirono l’Europa come spazio economico comune (dalla CECA al MEC tutto su base economico e finanziario fino alla invenzione dell’Euro, una moneta per il liberismo finanziario e non dei cittadini), dalla demolizione dell’Europa finanziaria si può costruire una Europa dei popoli e dei cittadini con lo strumento della democrazia partecipativa e non tutoriale.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>