Nel ricordo di Chavez, i socialisti condannano l'aggressione al Venezuela

Nel ricordo di Chavez, i socialisti condannano l'aggressione al Venezuela

Messaggio di Risorgimento Socialista – Dipartimento Esteri rivolto all’Ambasciatore del Venezuela in questo momento di grave crisi politica nel Paese latino-americano.

Risorgimento Socialista ha scelto di aderire al presidio di solidarietà col Venezuela, indetto da varie organizzazioni della sinistra italiana, che si è tenuto mercoledì 17 maggio a Roma, in Piazza delle Cinque Lune, in concomitanza con l’audizione al Senato del Ministro Alfano sulla crisi in atto nel Paese sudamericano.

Gli errori dell’attuale governo venezuelano sono evidenti, in una gestione disastrosa dell’economia e della moneta, nel sostanziale sabotaggio di alcuni istituti di democrazia rappresentativa previsti dalla carta costituzionale e in una certa prevalenza di forme di massimalismo operaista.
Detto questo, noi socialisti italiani dobbiamo stare dentro a questi grandi processi politici latino-americani, non dobbiamo abbandonare i nostri compagni venezuelani nemmeno quando sbagliano poichè dall’altra parte c’è una destra oligarchica, violenta e para-fascista che, se prendesse il potere, attuerebbe verosimilmente delle forme repressive di massa sullo stile del Cile di Pinochet.
Il ruolo di noi socialisti nella storia dei movimenti sociali è sempre stato quello di correggere certi eccessi di massimalismo quando essi possono portare al fallimento di un percorso, memori di quanto disse il nostro Filippo Turati al congresso di Livorno del 1921, quando descrisse il senso della nostra visione UMANISTA, GRADUALISTA e INTRANSIGENTE di Socialismo: “La nostra via sembra la più lunga ma è la più breve“.

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All’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela
Dott. Julián Isaías Rodríguez Díaz
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Risorgimento Socialista per il rispetto del principio di non ingerenza e di piena sovranità della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Risorgimento Socialista esprime preoccupazione per la grave crisi politico-istituzionale determinatasi in Venezuela e auspica la creazione di un ampio fronte internazionale di solidarietà col Paese latino-americano al fine di scongiurare la concreta prospettiva di uno scenario da guerra civile in cui il Paese rischia purtroppo di precipitare da un momento all’altro.

Risorgimento Socialista è vicino al grande processo di trasformazioni sociali che il Venezuela ha vissuto a partire dalla fine del secolo scorso sotto la guida del compianto Presidente Hugo Chavez Frias.

La Revoluciòn Bolivariana ha inaugurato un nuovo modello di democrazia partecipativa, concepita con l’obiettivo di superare il vecchio sistema oligarchico-corporativo e di ridurre le gravi disuguaglianze sociali del popolo venezuelano, contrastando la povertà più estrema e fornendo una serie di diritti sociali (alfabetizzazione, sanità pubblica, diritto alla casa) alle fasce sociali più emarginate del Paese, ivi incluse le componenti indigene, che per la prima volta hanno trovato dignità e diritto alla piena cittadinanza nel loro Paese.

Allo stesso tempo, la Revoluciòn Bolivariana ha dato una speranza a tutti i popoli del sud del mondo, convincendoli della reale possibilità di costruire un nuovo modello di sviluppo che metta l’uomo e i suoi bisogni al centro dell’azione politica e che contrasti il predominio del grande capitale finanziario in quest’epoca contraddistinta dall’egemonia dell’ideologia neo-liberista.

Dopo la morte di Hugo Chavez e in particolar modo in questi ultimi due anni, con il crollo del prezzo del petrolio e la riduzione delle entrate governative connesse alla esportazione del greggio, il Venezuela è entrato in una spirale di drammatica recessione e di penuria di beni e prodotti di prima necessità, le cui cause vanno ricercate in un clima di assedio economico e mediatico finalizzato alla messa in crisi della Revoluciòn bolivariana e, in parte, anche ad alcuni limiti strutturali dell’organizzazione economico-produttiva e monetaria del Paese.

In tale contesto, negli ultimi tempi si è innestato nel Paese un clima molto pericoloso di radicale contrapposizione tra il Governo Maduro e le opposizioni di destra, in cui si stanno inserendo le forze conservatrici e reazionarie dell’intero Pianeta, al fine di soffiare sul fuoco della rivolta reazionaria e favorire la fine traumatica dell’esperienza del socialismo bolivariano.

Ad aggravare il clima di contrapposizione tra le parti, oltre alla drammatica crisi sociale ed economica in cui versa il Paese, ha contribuito in modo forse decisivo l’adozione di alcune decisioni oggettivamente discutibili da parte delle istituzioni governative del Venezuela, quali l’invalidazione del referendum revocatorio sulla figura del Presidente, il rinvio sine die delle elezioni per il rinnovo dei governatori degli Stati interni al Paese e, più recentemente, la sostanziale neutralizzazione dei poteri del Parlamento.

Aldilà delle giustificazioni formali e giuridiche assunte a sostegno di tali decisioni, è evidente che il Governo Maduro è oggi consapevole di non godere più di una solida maggioranza di consensi nel Paese e sta finendo per rifugiarsi in una logica di esercizio di poteri di emergenza, col rischio così di eccitare in modo irrimediabile i sentimenti di rivalsa delle forze reazionarie del Paese e di sospingerle verso l’instaurazione di un clima da guerra civile.

Alla luce di tanto, Risorgimento Socialista denuncia che il Venezuela è oggi indubbiamente vittima di una vera e propria guerra politica, economica e mediatica condotta dai poteri oligarchici nazionali ed internazionali, desiderosi di porre fine al processo bolivariano e di tornare quanto prima ad impadronirsi del controllo sulle grandi risorse naturali del Paese, interrompendo così il lungo ciclo di conquiste sociali del popolo venezuelano.

Risorgimento Socialista sostiene il legittimo governo del Venezuela ma al contempo lo invita ad evitare – ove possibile – il ricorso a forme di contrapposizione frontale con le opposizioni parlamentari ed a proseguire nell’intraprendere una difficilissima ma inevitabile strada di dialogo e compromesso con le componenti più moderate dell’opposizione, facendo leva sull’opera di mediazione internazionale svolta da Papa Francesco con l’ausilio dell’ex Presidente spagnolo Josè Luis Zapatero.

Risorgimento Socialista auspica per il Venezuela la costruzione e il rafforzamento di un modello sociale ed economico inclusivo che, accanto alla lotta contro la rendita parassitaria ed all’affermazione dei diritti sociali dei più deboli, garantisca comunque la libertà di iniziativa economica ai piccoli investitori ed alle imprese produttive e manifatturiere del cui apporto il Paese ha oggi un estremo bisogno.

Risorgimento Socialista invita il Governo italiano e i mezzi di informazione del nostro Paese ad avere un maggiore rispetto per la verità oggettiva dei fatti ogniqualvolta si prova a ricostruire le vicende della vita politica in Venezuela, evitando di ricorrere alla sistematica menzogna, che è di solito premessa per la costruzione di un clima di propaganda di guerra e di assedio ad un Paese.

Risorgimento Socialista invita a raccolta tutte le sinistre anti-liberiste ed anti-imperialiste del continente europeo a vigilare e a stare vicine al popolo venezuelano, onde evitare il sopravvento delle destre oligarchiche del Paese, la cui azione politica di opposizione al Governo chavista si contraddistingue da tempo per il suo carattere violento ed aggressivo e negli ultimi tempi è stato condito dalla costruzione illegale di barricate nelle strade, da numerosi assassini mirati di militanti e dirigenti socialisti e da ripetuti assalti alle sedi delle legittime istituzioni del Paese.

Risorgimento Socialista invita il Presidente venezuelano Nicolas Maduro a mantenersi fedele all’insegnamento del compianto Presidente Hugo Chavez, che era vicino alle idee ed al pensiero di Rosa Luxemburg e secondo cui il socialismo del XXI° secolo avrebbe dovuto essere una esperienza distinta rispetto alle vecchie esperienze del socialismo reale e del comunismo registratesi nel secolo scorso e la cui essenza deve oggi, pertanto, continuare a consistere nel suo carattere democratico, partecipativo ed inclusivo.

Un socialismo non ispirato al marxismo-leninismo novecentesco bensì “un socialismo umanista, cristiano e bolivariano”.

Risorgimento Socialista farà tutto il possibile per contribuire ad evitare che nel Venezuela di oggi si riproponga un triste scenario già vissuto in passato dal Cile di Salvador Allende.

¡Que viva la Revolucion Bolivariana!
¡Que viva Latinoamèrica libre, soberana y socialista!
¡Hasta la victoria siempre!

Roma, 16 maggio 2017.

Giuseppe Angiuli
Responsabile per gli Esteri

I socialisti ricordano Chavez

(Giuseppe Angiuli è stato responsabile Esteri Risorgimento Socialista fino alla fine del 2017)

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