Diario politico dei socialisti siciliani

di Antonino Gulisano

I socialisti siciliani per una alleanza di sinistra alle regionali della Sicilia

Il diario politico siciliano di queste due ultime settimane vede molto attiva la presenza di Risorgimento Socialista.
Domenica scorsa abbiamo partecipato al Congresso provinciale di Sinistra Italiana a Catania e Sabato 8 aprile in quello di Messina come invitati a portare il nostro saluto ai loro lavori.

Venerdì 7 aprile a Catania abbiamo partecipato all’incontro dei vari soggetti politici della Sinistra ( Sinistra Italiana, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Azione civile, Possibile, Catania in Comune, i movimenti ecologisti e quelli del ciclo dei rifiuti e il movimento dei giovani universitari e Risorgimento socialista) per definire un Appello alle varie realtà regionali per costruire questa Alleanza Alternativa per la Sinistra per le prossime elezioni regionali del 5 Novembre prossimo.

Abbiamo preso con piacere questi impegni politici e sottolineato la nostra autonoma posizione politica per contribuire al cambiamento per la nuova Sicilia.

Nei lavori dei due congressi di Catania e Messina abbiamo espresso in modo chiaro la posizione di Risorgimento Socialista per le prospettive della politica della Sicilia.
La creazione di un soggetto politico per una Alleanza dell’Alternativa di sinistra per la Sicilia non può prescindere da una prospettiva di sviluppo fondata su una nuova cultura politica, che tenga conto della lettura delle trasformazioni e delle innovazioni tecnologiche che sta attraversando la società contemporanea. La lettura delle trasformazioni della società europea e italiana non può essere fatta con le categorie di quelle del novecento.

La società tecnologicamente avanzata del XXI secolo ha impresso una trasformazione epocale su due capisaldi: a) la tecnologia della informatizzazione digitale, b) la robotica del sistema della produzione industriale e manifatturiera in vari campi. Su questi due capisaldi, la innovazione tecnologica ha una declinazione vitale nei rapporti all’interno alla comunità umana e la politica. A) sul primo caposaldo la informatizzazione digitale discende il rapporto tra capitalismo finanziario liberista e la democrazia partecipativa e rappresentativa; B) sul secondo caposaldo la robotica nel sistema produttivo discende il rapporto sulla fine del lavoro della vecchia catena di montaggio dell’industria metalmeccanica e manifatturiera per sostituirla con il lavoro del tempo libero, che incide sul rapporto del valore del lavoro e dell’occupazione e tra il reddito e la redistribuzione del plus valore della ricchezza. Su queste nuove categorie di analisi, imposte dalla tecnologia del XXI secolo, dobbiamo riscrivere il nuovo modo di essere di sinistra sui temi della Libertà, del Lavoro, delle Diseguaglianze, della Democrazia.

L’altro tema della settimana politica siciliana che ci impegna sono le prossime elezioni regionali in Sicilia, fissate per il 5 Novembre prossimo, per il rinnovo dell’ARS.

L’analisi avanzata dal nostro movimento Risorgimento socialista è molto chiara. In Sicilia per le prossime elezioni regionali si confrontano tre blocchi politico – sociali e economico che attraversano il sistema regionale.

Il primo blocco è rappresentato da un centro conservatore rappresentato dal PD e dal centro popolare e trasformista ex NCD, ancora privo di un candidato Presidente; il secondo blocco è rappresentato da una alleanza trasversale che spazia dal centro destra (ex Cuffaro e Lombardo) al centro sinistra ( Pisapia, Tabacci, ex PD) con candidato presidente La Galla (ex rettore dell’Università di Palermo); il terzo blocco è rappresentato dal M5S con candidato Presidente Cancellieri, con una previsione del 35% di consensi elettorali. I referenti economici e sociali di questi tre blocchi tutti trasversali sono i poteri forti della finanza siciliana, la borghesia professionale e burocratica regionale e quella border line con i poteri criminali e mafiosi. Questi soggetti referenti preventivamente non sono schierati con nessuno dei tre blocchi, poiché ritenendoli interscambiabili e trasversali, M5S compresi, chi di loro vincerà lo eleggeranno a loro referente.

A seguito di quest’analisi, noi di Risorgimento Socialista siamo molto chiari. La nostra posizione per le prossime elezioni regionali è creare una Alleanza di Alternativa di sinistra ove siano presenti tutti i soggetti di una sinistra dell’alternativa, da Sinistra Italiana ai vari movimenti civici e riferimenti sociali ed economici (dai piccoli produttori ai portatori delle diseguaglianze sociali – economici e civili). Il primo obiettivo è quello di superare lo sbarramento elettorale del 5% per accedere all’interno della istituzione dell’ARS con due o tre deputati regionali. Il nostro percorso non è per la conquista del Palazzo d’Inverno, ma per l’attraversamento dell’Inverno della nuova politica regionale per ricostruire questo soggetto politico autonomo, largo e plurale per la nuova sinistra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *