di Antonino Gulisano


La politica italiana ci ha deliziati con due o tre notizie e attività che ci hanno proiettato un film tra il comico e il
 tragicomico.


Il congresso di costituzione della nuova formazione politica Sinistra Italiana si è chiuso a Rimini, una nascita segnata dal presagio infausto di una scissione operata da Scotto e Dell’Attore.
A Roma, al teatro Vittoria, è nato il movimento Articolo1 Democratici e progressisti, un ramo caduto dall’albero del PD.


Lo scenario politico italiano in questi ultimi tempi è denso di nubi e nebbie fitte. Dopo il 4 Dicembre con la vittoria del NO al referendum costituzionale e il 24 gennaio con la parziale riforma della Legge elettorale “Italikum” operata dalla Consulta, il cielo politico sembrava più limpido e che stesse per sorgere un nuovo arcobaleno di speranze. Improvvisamente l’orizzonte è divenuto nuvoloso e la nebbia sale fitta. La Sinistra Italiana doveva rappresentare l’approdo della costituzione di un soggetto politico a sinistra del Pd, come alternativa al Governo Renzi – Gentiloni e di una sinistra larga e plurale.

Invece, si realizza una formazione, neanche allargata, di SEL e si muove in una diatriba tra stare alla sinistra del PD o essere una foglia in alleanza con il PD governato da Renzi. Questa Sinistra Italiana non ha risposto a nessun quesito che la Società italiana ed Europea ha e sta ponendo.
Quale progetto o programma sulle questioni cruciali: dalla modifica e gestione dello sviluppo economico italiano e europeo, quale lavoro indicare per le nuove generazioni; quale assetto, del dopo 4 Dicembre per l’attuazione della Costituzione materiale esistente; quale nuova Europa si vuole progettare.


Il nuovo movimento Articolo 1 Democratici e progressisti ha attuato una scissione o una finita scissione all’interno del PD? Non mi attarderei troppo su tali elucubrazioni mentali. Analizzo solo i fatti. Una parte della sinistra interna al PD, che fa a capo a ex o post comunisti, ha provocato una scissione. Con quali ragioni o progetto alternativo o diverso, nessuno lo conosce. Si obietta l’arroganza del segretario despota o la data del Congresso. E’ una sufficiente ragione per provocare una scissione dalla casa madre o della “Ditta” come ama definirla Bersani? 


La storia mi ha insegnato che chi provoca una scissione non può essere abilitato a guidare un processo politico alternativo se non aggregato con una forza già esistente e con una proposta progettuale o programmatica condivisa.


Quindi sono convinto che questa operazione della minoranza PD ha come obiettivo o la collocazione di alcune poltrone per il prossimo parlamento, o una scalata dall’esterno per avere il controllo azionario della “Ditta”.


In tutto questo fitto buio e nebbia sulla politica italiana, credo che solo questo incipiente movimento del Risorgimento Socialista abbia acceso una flebile luce per orientarsi.

Di queste due o tre cose che so di Lei sono: 1) avere capito e lavorato per un movimento ampio come il Coordinamento democratico Costituzionale con la partecipazione attiva e fattiva in varie parti d’Italia nei comitati per il NO al referendum; 2) che la prospettiva prossima futura deve essere una alleanza per una una sinistra larga e plurale che si ponga come alternativa.

La nostra società post – moderna ha la necessità di porsi alcune domande cruciali; la domanda tra “libero mercato” e Governo in un mondo capitalistico è finta. La domanda più pertinente deve essere: quale è il ruolo del Governo o dei governi nel concepire, organizzare e controllare il mercato? ovvero una invenzione umana e come tale è soggetta alla sua modifica o controllo.
Da questa domanda discende una declinazione sullo sviluppo economico, sul lavoro, sul rapporto democratico tra poteri e contropoteri.


Sono convinto che questa Sinistra Italiana o questo movimento Democratici e progressisti sotto il vestito non hanno niente: sono solo nudi e non è un bello spettacolo.


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>